Mettiamola così: se per assurdo superasse tutti gli ostacoli per candidarsi per davvero, a Bruxelles non potrebbe nemmeno andare, visto che da tempo gli è stato ritirato il passaporto per il divieto di espatrio. Dopo essere stato condannato in via definitiva, essere dichiarato decaduto da parlamentare e a meno di un mese dall’udienza del giudice di sorveglianza che dovrà decidere se metterlo ai domiciliari o ai servizi sociali Silvio Berlusconi comincia la sua campagna elettorale. Il suo consigliere politico Giovanni Toti gli ha preparato il terreno con una doppia intervista alla Stampa, all’Unità (!) e a Matrix. A lui basta una telefonata in serata a un’iniziativa di Forza Italia a Montecatini Terme: “Sarò felice di essere in campo nelle 5 circoscrizioni che sempre mi hanno dato tra i 600 ed i 700mila voti ciascuna. Spero di poter avere velocemente una risposta dalla Corte europea“. Certo, si dimenticano tutti (lui, Toti e l’eurodeputata Licia Ronzulli che ha già lanciato l’hashtag #SilvioinEuropa) che in Italia il Cavaliere non sarà candidabile per i prossimi 6 anni per effetto della legge Severino che ha deciso anche la sua sorte al Senato. Il fatto che siano Europee e non elezioni nazionali o locali italiane non c’entra: l’ammissibilità alle liste dei candidati è regolata dalle rispettive leggi nazionali. Il Pd da una parte prova a spiegarglielo meglio: “Proviamo con lo spelling: N-O-N S-I P-U-O'” dice l’europarlamentare ed ex candidato alla segreteria Gianni Pittella. Ma c’è anche chi usa prudenza – ancora adesso, nonostante condanna e decadenza. E’ il renziano Andrea Marcucci: “L’eventuale candidatura di Berlusconi – scrive su Twitter – è un problema di Forza Italia e del tribunale di Milano. Pd alle europee non ha paura di nessuno”.

La previsione di Silvio Berlusconi è che si voterà “tra un anno, un anno e mezzo al più tardi”: così al telefono con una iniziativa di Forza Italia a Montecatini. “C’è tempo – ha aggiunto – per arrivare ad organizzare un sufficiente numero di club per il contatto ed il convincimento degli indecisi”. Per il resto quello dell’ex presidente del Consiglio è il consueto canovaccio: “Abbiamo tutti la consapevolezza del momento che viviamo. Siamo un Paese che ora non ha la fortuna di essere una democrazia. Negli ultimi 20 anni ci sono stati 4-5 colpi di Stato, c’è un governo non eletto e una architettura giudiziaria di cui tutti siamo vittime. Quindi credo che ciascuno di noi debba darsi da fare perché non possiamo accettare questa soluzione”. Dal punto di vista della strategia elettorale l’obiettivo di Berlusconi sono i delusi della politica e chi ha votato piccoli partiti con un voto “inutile e dannoso”. “Puntiamo agli elettori del M5S delusi da come i loro rappresentanti si comportano in Parlamento”, ha detto ribadendo un concetto già espresso più volte. “Inutile invece cercare di contattare chi vota Pd – ha aggiunto il Cav che non ha mai citato Renzi – poiché sono elettori militanti”. E poi offensiva mediatica sul territorio (12mila club Forza Silvio), in tv, ma soprattutto via internet perché “ci sono 24-25 milioni di persone che non sono raggiungibili con la tv e che non leggono i giornali”. Mette giù il telefono dai forzisti di Montecatini e lo rialza per parlare con i colleghi di Forza Italia, approfittando per attaccare Angelino Alfano, pur non nominandolo: “I piccoli partiti non ragionano mai guardando l’interesse generale del Paese. Purtroppo i piccoli partiti rincorrono solo le ambizioni personali dei loro piccoli leader”.

Quanto all’udienza del 10 aprile Berlusconi dice di attendere la decisione. Per il Cavaliere quella dei servizi sociali è la soluzione “più ridicola per una persona della mia età, una persona di stato, di sport e di impresa: è ridicolo, sia per me sia per l’Italia, riabilitarla attraverso l’assistenza sociale”. Tuttavia non c’è un’alternativa e la richiesta dei servizi sociali è stata richiesta proprio dagli avvocati di Berlusconi. 

In giornata era stato Giovanni Toti a tornare sulla candidatura di Silvio Berlusconi alle Europee e, intervistato dalla Stampa e dell’Unità, ribadisce la determinazione del Cavaliere a presentarsi al voto previsto a maggio. “Berlusconi – dice alla Stampa il consigliere politico dell’ex presidente del Consiglio – ha guidato Forza Italia in tutte le elezioni. Ritengo che lo farà anche questa volta”. “Riterrei una grave lesione al diritto di rappresentare i moderati italiani – continua l’ex direttore del Tg4 – se Berlusconi non potrà candidarsi. Se qualcuno dovesse impedirlo si assumerebbe una grave responsabilità davanti a milioni di italiani”. “Se non potesse – aggiunge a l’Unità – sarebbe un altro vulnus alla democrazia”. A Matrix insiste: “Sono i magistrati che decidono i contorni del campo della politica o sono gli elettori? Vogliamo impedire al leader del più grande partito democratico di correre per le elezioni per accorgersi, dopo le elezioni, quando è stato illegittimamente messo fuori campo, quando gli elettori non hanno trovato il nome sulla scheda, che magari aveva ragione, ma senza poter recuperare ? E allora vuol dire che c’è una paura di fondo che finchè Silvio Berlusconi resta in campo vince”. Ma dentro Forza Italia l’ipotesi della candidatura alle Europee di Berlusconi viene presa almeno con freddezza: “Valuteremo – sostiene Maurizio Gasparri – Ci sono una serie di problemi giudiziari ma anche legali dopo le ingiuste persecuzioni a Berlusconi. Limitare Berlusconi significa penalizzare un intero paese a livello politico, violare i principi di democrazia”. Prudente anche il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni: “Non do consigli a nessuno, non esprimo giudizi”.

Il Pd replica in forze, ma colpisce che a rilasciare dichiarazioni sull’argomento siano quasi tutti esponenti della minoranza e l’unico renziano a parlare sia stato Marcucci relegando la questione a un problema di Forza Italia e del tribunale. “Toti ha senza dubbio sognato di vivere in una repubblica delle banane – afferma Danilo Leva, ex responsabile Giustizia del partito all’epoca di Bersani – Invece il nostro è ancora uno stato di diritto in cui le leggi si rispettano e si applicano”. Nessuna notizia invece dall’attuale segreteria né dalla responsabile Giustizia Alessia Morani. Per Walter Verini “è una provocazione propagandistica, una trovata di marketing politico, anche se la legge non lo consente”. D’accordo Gianluca Susta, capogruppo di Scelta Civica al Senato: “Non lo consente la legge. Non ha diritti politici. Ogni forzatura sarà vulnus a democrazia” scrive su twitter. “In Germania il presidente della squadra di calcio del Bayern Monaco Hoeness è stato condannato a tre anni e sei mesi di carcere per frode fiscale e ha anche rinunciato all’appello – chiosa il senatore Vannino Chiti (Pd) – In Italia la condanna per frode fiscale sembra possa costituire titolo di merito per candidarsi alle elezioni europee. Berlusconi, condannato in via definitiva, pretende di farlo, come ha detto il suo consigliere politico Giovanni Toti, e ad ora senza grande reazione di sdegno nella nostra società. Forse sta anche in questa adesione ad un sistema di valori e non solo nell’economia la differenza tra la Germania e il nostro paese”.