Grazia o candidatura, 10 aprile o 25 maggio? Libertà o elezioni? Nel cerchio magico del Condannato si sta consumando uno scontro sul futuro di Silvio Berlusconi. Meglio annunciare la candidatura alle Europee, come ha fatto lui stesso con l’appoggio di Giovanni Toti? Oppure spostare l’attenzione sul 10 aprile quando il Tribunale di sorveglianza di Milano inizierà la discussione sull’esecuzione della condanna di B. per frode fiscale, per la serie: domiciliari o servizi sociali? Sembra una questione di lana caprina. Non lo è. Perché Toti e i falchi alla Verdini o Santanchè non sono la stessa cosa e non la pensano allo stesso modo. Tanto è vero che proprio ieri la Pitonessa ha rilanciato la questione della grazia.

Onorevole Santanchè, la questione della grazia sembrava morta e sepolta.

Non lo è perché quello che sta per accadere renderà orfani milioni di italiani del loro leader, già espulso dal Senato. Nessuno di loro può accettare che a breve gli venga tolta la libertà.

Negli ultimi giorni l’attenzione è tutta concentrata sulla candidatura del Cavaliere alle Europee.

La libertà è un concetto più alto della candidatura.

Perché stavolta Napolitano dovrebbe fare quello che non ha fatto sinora?

Per la mobilitazione che ci sarà e per la storia che ha Berlusconi. In nessun Paese democratico c’è l’uso strumentale della giustizia. Ci vuole una pacificazione, noi siamo maggioranza per le riforme.

Magari Renzi potrebbe farvi da sponda.

Dal presidente del Consiglio non mi aspetto nulla perché io, da cittadina e da italiana, mi rivolgo al capo dello Stato. Renzi non c’entra niente.

Confalonieri ha rivelato che Napolitano era disponibile alla grazia a patto che il Cavaliere si ritirasse dalla politica.

Questo lo dice Confalonieri, io non ho avuto colloqui privati.

La sostanza è questa, però.

La sostanza è il popolo, usciamo dalle segrete stanze e dai Palazzi una volta per tutte. C’è un dramma in corso e sono milioni di elettori ad aspettare una risposta da Napolitano.

In passato lei ha accusato Napolitano con parole di fuoco.

Dimentichiamoci tutto, dimentichiamo i toni forti e gli errori commessi. Questo Paese ha bisogno di voltare pagina e Berlusconi è uno dei protagonisti della Terza Repubblica. Napolitano e prima di lui altri presidenti hanno graziato tantissime persone. Berlusconi ha dato moltissimo all’Italia .

Ma è un condannato per frode fiscale non un prigioniero politico.

Glielo dico da italiana, questo Paese non è democratico se non affronta la verità su Berlusconi, ma non quella dei magistrati politicizzati o del Fatto.

E se Napolitano dovesse dire no, ancora una volta?

Stavolta io ho forti speranze. Posso anche sbagliarmi, certo. Ma questa è la battaglia più grande per Berlusconi. Bisogna combattere per la sua libertà. Sarebbe una beffa per l’uomo che più di tutti ha creduto e crede nella libertà.

E la candidatura?

Vedremo, ci sono dei ricorsi pendenti, ma prima c’è il 10 aprile, dobbiamo mobilitarci. E nessuno deve fare il protagonista.

Ha sentito Berlusconi per questa iniziativa sulla grazia?

Lasciamolo fuori da questo appello. Sono gli italiani che lo votano a rivolgersi al presidente della Repubblica.

Forza Italia come si impegnerà?

Il partito ha un’organizzazione, una macchina che funziona bene. Ci sarà bisogno di tutti, di Forza Italia, dei club Forza Silvio. Ma per una volta saranno protagonisti gli elettori.

Dal Fatto Quotidiano del 16 marzo 2014