Guerra infinita sul maxi-ampliamento della discarica di Peccioli, vicino a Pontedera, in provincia di Pisa. Wwf e comitato locale antidiscarica hanno sempre parlato di un “progetto mostruoso” che renderà la frazione di Legoli “pattumiera della Toscana“. Belvedere Spa (64% Comune di Peccioli, 36% azionariato diffuso), la società con 35 dipendenti che gestisce la discarica di rifiuti solidi urbani, controbatte: “Basta accanimenti, il nostro è un impianto modello che ha pochi eguali in Italia”. Il braccio di ferro sul progetto di ampliamento da 4,5 milioni di metri cubi (di fatto un raddoppio delle volumetrie) e sul suo iter autorizzativo va avanti ormai da anni tra accuse e manifestazioni di protesta. Nel mirino l’azienda che gestisce l’impianto e le istituzioni locali che hanno concesso le autorizzazioni. Lo scontro si è spostato anche nelle aule giudiziarie del Tar e poi del Consiglio di Stato

La partita, secondo la Belvedere Spa, si deve ormai però considerare chiusa: “I lavori per l’ampliamento sono quasi finiti – afferma il presidente Renzo Macelloni – e tra due mesi inizieranno i nuovi conferimenti”. Non è dello stesso avviso Davide Castagni Fabbri, rappresentante locale del Wwf: “Sul merito della questione il Consiglio di Stato non si è ancora pronunciato in maniera definitiva. La sentenza è attesa per i prossimi mesi”. L’associazione e il comitato antidiscarica di Legoli, Peccioli e Montefoscoli contestano il fatto che l’ampliamento dell’impianto (costo dei lavori intorno ai 10 milioni di euro) non sia contemplato nel Piano interprovinciale dei rifiuti: “E’ una clamorosa mancanza”. Dito puntato inoltre contro la distanza di sicurezza dalle case e la franosità del terreno. C’è inoltre il dubbio che “non tutte le prescrizioni di legge siano state pienamente rispettate” e che l’ampliamento “non sia motivato da alcuna reale emergenza rifiuti”.

L’esponente del Wwf chiede inoltre che l’azienda ottemperi a quanto previsto dalla recente circolare dell’allora ministro dell’Ambiente Andrea Orlando: “I rifiuti conferiti in discarica devono essere sottoposti a un trattamento che li renda inerti dal punto di vista biologico”. Macelloni però non vuol sentir parlare di “discarica mostro” e rilancia: “Tutte sciocchezze: nel nostro impianto organizziamo perfino concerti di musica classica, convegni e sfilate di moda”. Il presidente sottolinea inoltre l’impegno sul fronte della green economy e sulla valorizzazione dei fondi rustici. Il via libera definitivo della Provincia di Pisa all’ampliamento della discarica (per l’impianto significa altri 30 anni di vita) era arrivato il 20 giugno 2012.

I comitati locali antidiscarica, sostenuti dal Wwf, hanno però deciso di opporsi e di ricorrere alle vie giudiziarie. Il 6 dicembre 2012 il Tar ha bocciato la richiesta di sospensiva cautelare dei lavori d’ampliamento. Neanche con il ricorso al Consiglio di Stato (sentenza del 27 febbraio 2013) si è riusciti a bloccarli. A bocciare il ricorso sul merito sarebbe invece stato nove mesi più tardi lo stesso tribunale amministrativo. A seguito di tale pronunciamento la Belvedere ha anche richiesto al Wwf 30mila euro a titolo di “incauta azione giudiziaria“. Associazione e comitati non si sono però arresi e hanno proseguito ancora una volta la battaglia davanti al Consiglio di Stato. Nell’udienza dello scorso 18 febbraio il Wwf chiesto di riunire al giudizio di merito la sospensione della sentenza di primo grado. Il pronunciamento finale dovrebbe arrivare soltanto nei prossimi mesi.