Un’altra scossa nel Movimento 5 stelle di Bologna, città teatro dei primi successi ma anche delle prime spaccature nella realtà fondata da Beppe Grillo. I tre consiglieri del quartiere Navile eletti con i 5 stelle hanno deciso di abbandonare in massa il simbolo. Si tratta di Michele Onofri, già autosospeso, Marco Badiali e Francesco Moretti. Un passo “doloroso ma inevitabile” lo definiscfono. Lo hanno comunicato ufficialmente nella seduta del consiglio di giovedì 13 marzo, ma la decisione era stata presa nel corso di un’assemblea convocata due giorni prima. Il gruppo cambierà nome, passando da Movimento 5 stelle a Laboratorio Navile. Anche se, ci tiene a precisare, “con il movimento rimangono in comune tutti i principi, le idee e le battaglie presenti nel programma con cui siamo stati eletti”.

La notizia, in realtà, non lascia sorpresi. Due mesi fa uno dei tre, Michele Onofri,si era già autosospeso dal Movimento 5 stelle, in polemica con Beppe Grillo per la gestione del dissenso interno. In una lettera inviata al leader lamentava scarsa partecipazione dal basso, in una realtà politica che aveva fatto proprio del coinvolgimento della base la sua cifra distintiva. “Alcune posizioni controverse espresse sul nostro blog Beppegrillo.it, a volte anche con post non firmati, sono state attribuite a te e di conseguenza a tutti noi che abbiamo messo il cuore e la faccia in questo grande progetto politico, anche quando si trattava di idee e proposte sui quali non eravamo stati mai interpellati e sulle quali non c’era un consenso unanime”.

Posizione ribadita anche oggi con parole dallo stesso tono: “Non potevo più alimentare un metodo troppo simile a quello che dovevamo smascherare” scrive su Facebook all’indomani dell’abbandono del simbolo. “Il Movimento è diventato un partito verticistico, le regole iniziali sono state sovvertite proprio dalla cima, e dal cerchio di yes man che gli gravitano intorno. Hanno sdoganato la parola leader, le dinamiche amicali, i nepotismi, l’ immeritocrazia, il conflitto d’interessi, i talk show e la violenza verbale.La democrazia, l’uno vale uno e la condivisione delle idee, principi fondanti del movimento sono stati calpestati”.

In una nota firmata a tre, il gruppo spiega poi le motivazioni della sua fuoriuscita. “La nostra scelta maturata con i cittadini del Navile che si sono palesati all’assemblea dell’11 marzo, è dovuta invece ad un voler marcare le distanze da comportamenti e gesti che non abbiamo mai condiviso sia a livello nazionale che locale” fanno sapere. “È un passo doloroso, ma inevitabile, questo è il nostro modo per mantenere saldi i principi di confronto, di condivisione e di democrazia. Saremo anche dei sognatori, ma è dai sogni che spesso hanno avvio i grandi passi in avanti dell’umanità”.

Quando però i tre hanno comunicato la decisione al proprio meet up si sono visti censurare “parte del contenuto” della nota: “Se volete pubblicizzare la vostra nuova posizione politica e/o giustificarla siete pregati di farlo su altri strumenti”. Lo spiega Federica Salsi, la consigliera comunale che venne espulsa da Beppe Grillo imputandole la partecipazione a un talk show come ricerca dell’orgasmo e del ‘Punto G’. “Ieri – così Salsi ripercorre la vicenda – i consiglieri del Quartiere Navile Michele Onofri, Marco Badiali e Francesco Moretti, sono usciti dal M5S e hanno dato vita ad un nuovo gruppo consiliare. A loro va tutta la mia stima”, ma oggi “purtroppo va in scena l’ennesima censura ad opera dei 5 stelle: Onofri pubblica sullo storico meetup 14 di Bologna la nota stampa che informa della loro fuoriuscita dal M5S. E’ un atto dovuto e corretto. I militanti dovranno pure essere informati che al Navile non ci sono più consiglieri 5 stelle. Per tutta risposta il gestore del sito, Organizer Nessuno (dietro al quale si celano i due consiglieri comunali 5 stelle o dei loro fedelissimi) rimuove parte del contenuto della nota stampa e chiude la discussione non dando la possibilità di replica”. “Questa – per Salsi – è l’ennesima dimostrazione della dittatura 5 stelle” a Bologna: “La censura operata nei loro confronti è ridicola” ed è “vergognoso il tentativo di etichettarli come opportunisti”.