Due multe da 400 euro l’una per lo storico occupante di piazza Maggiore, il chitarrista Beppe Maniglia. Il 71enne musicista, che staziona da 35 anni con il suo impianto stereo e la moto Harley Davdison in piazza, ha già fatto sapere che non pagherà le sanzioni. “Una è di domenica scorsa e l’altra del 1 gennaio 2014”, ha spiegato Maniglia, al secolo Giuseppe Fiuggi, “il Comune mi sta preparando il permesso regolare per suonare in piazza adeguato alle nuove norme di amplificazione, quindi sono in regola e per le multe ho già fatto ricorso”.

Il musicista, citato da importanti scrittori italiani come Tondelli, Baricco, Santacroce o Niccolo Ammanniti, che in Ti prendo e ti porto via lo chiama il “tamarro Graziano Biglia”, è  un punto di riferimento che accompagna, evidentemente dopo tanto tempo anche con un po’ di fastidio, i cittadini di Bologna: “Colpa delle lamentele di qualche vicino e delle limitazioni sulla musica amplificata arrivate con i nuovi regolamenti comunali”, spiega, “Avevo chiesto un incontro con l’assessore Lepore per risolvere la situazione. Non voglio smettere ora, il Comune nel passato mi ha perfino dato delle targhe di riconoscimento, sono sui libri di storia di Bologna”.

Difficile comprendere cosa sia il fenomeno Beppe Maniglia per chi non è mai passato nel capoluogo emiliano; impossibile invece non conoscerlo se a Bologna si è nati e vissuti. Muscoli da culturista, abbronzatura integrale, canottiera e giacca di pelle anche con temperature polari, Beppe Maniglia suona la chitarra elettrica in piazza Maggiore dal 1980 nel weekend e festivi, spostandosi di qualche metro fin quasi all’incrocio tra via Ugo Bassi, Rizzoli e Indipendenza da quando sono in vigore i TDays, e pizzicando le corde in assoli alla Carlos Santana.

La particolarità di Beppe, vegetariano, amante dei chihuahua, residente a pochi passi dalla piazza dove suona, è quella di essersi fatto conoscere sì per la produzione di album (oggi è arrivato a ben 21 pubblicazioni), ma soprattutto per aver fatto scoppiare le borse dell’acqua calda durante i suoi mini concerti a Bologna. Quando invece la performance si ripeteva durante l’estate a Cattolica o Riccione dove andava a ‘fare stagione’, la massa di gente ferma a guardare faceva andare in tilt viale Ceccarini. Un gesto tra kitsch e potenza che aveva affascinato Raffaella Carrà e i produttori Rai tanto da farlo apparire in tv a far saltare il resistente caucciù.

Anche se l’apice di una carriera all’insegna dell’esposizione pubblica e mediatica, Beppe Maniglia la vive nel 2009, quando si candida a sindaco di Bologna. Presenta la lista Muscolosa per concorrere contro Delbono, Cazzola e Favia, ma non arriva nemmeno alla convalida delle firme sufficienti per presentarsi. Il giorno della discesa in campo, però, sul web impazza il programma elettorale: “Sono di destra o di sinistra? E’ un problema perché come persona sono un po’ individualista, quindi non sono di sinistra”. Lo smog “si combatterà sostituendo i fornelli e lo scaldabagno ai poveri perché inquinano”, mentre il mare arriverà in Piazza Maggiore: “Ne parleranno nel mondo, il ‘crescentone’ sarà un’enorme piscina con le onde e l’acqua di mare, le strade intorno ricoperte di sabbia, con ombrelloni e cabine”.

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