“Meglio un posto di lavoro in più che qualche euro in busta paga”. Lo ha confermato oggi a Milano il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, ospite alla presentazione di MadeExpo 2015. E al premier Matteo Renzi, che in mattinata aveva ribadito che il governo “si farà una ragione dei penultimatum di Confindustria e sindacati“, Squinzi replica: “Lui se ne farà una ragione, ma la nostra unica ragione è il bene del Paese, il rilancio della crescita: in questa direzione vanno le nostre proposte”. E ancora: “Non bisogna dimenticare che in Italia ci sono tre milioni e mezzo di disoccupati, il 40% tra i giovani. Bisogna creare posti di lavoro”. Nessun commento, invece, sui dettagli della riforma fiscale che Renzi annuncerà domani e sulla possibilità che il taglio del cuneo riguardi unicamente l’Irpef. “Attendiamo, commenteremo le proposte. Per ora non sappiamo nulla”, chiude Squinzi. Convinto che la manovra porterà benefici anche alle imprese è il viceministro allo Sviluppo economico Carlo Calenda: “Un taglio così rilevante della pressione fiscale non può che essere positivo”. Concorde anche il presidente di Federlegno Arredo Roberto Snaidero, convinto che gli italiani spenderanno i soldi che finiranno nelle loro buste paga grazie al taglio dell’Irpef: “Le imprese hanno bisogno di un rilancio della domanda interna, perché negli ultimi anni hanno perso più del 45% su questo mercato”  di Franz Baraggino