Renzi vuole emulare il suo maestro che è Berlusconi. Però ne deve magnà ancora di sale questo qui prima che arrivi a Silvio”. Lo afferma il senatore di Forza Italia Antonio Razzi, che, ospite de “La Zanzara”, su Radio24, dice la sua nel consueto italiano “sui generis”. Intervistato da Giuseppe Cruciani, che incorre in un lapsus chiamandolo “Senatore Cazzi”, il parlamentare recita il consueto peana per il Cavaliere: “Renzi non può arrivare al maestro e genio Berlusconi, quelli ce ne sta uno solo in Italia. E questi l’hanno tirato fuori dal Senato, ma è una cosa vergognosa! Ma i cittadini gliela fanno pagare se si va a votare, perché quello è un genio, mica è stato sfiduciato. Anzi, Silvio è stato coraggioso a ritirarsi per forza”. E puntualizza: “Io da 1 a 100 voglio bene a Berlusconi 110. Io gli voglio bene come quando fosse uno di famiglia: un mio padre, mia mamma. Gli voglio bene uguale a mia moglie. L’altro giorno l’ho visto e lui mi ha abbracciato e gridato: ‘Grande Razzi!’. Ma io in confronto a lui sono solo un piccolo pesciolino. Noi siamo tutti figli suoi”. Caustico il commento sui “nuovi renziani”: “Ho sentito il ministro tot che parlava male, poi adesso ci lecca il lecca-lecca. Tutti fanno così per salvarsi la poltrona. Questi sono tutti raccomandati”. Razzi si esprime anche sui Marò: “Se i Marò stavano in Corea del Nord, già erano liberi, perché ci pensavo mi. Ci pensavo io. Anzi, se ci stava Berlusconi, è sicuro che da due anni i Marò stavano a casa. Non ci stavano neanche un mese. Berlusconi è un genio e come tutti i geni tira fuori dal cappello il coniglio”. Il parlamentare poi confonde il senatore a vita Renzo Piano col deputato Pd Emanuele Fiano e si giustifica: “Questi c’hanno tutti nomi ‘stramballati’“. Inevitabile il riferimento all’esibizione di Crozza al Festival di Sanremo, dove il comico ha regalato una breve parodia di Razzi: “Io non sono un artista, però mia moglie è un’artista, sa pitturare, lei potrebbe fare la Cappella Sistina. Crozza ha ragione. Io al posto della Cappella Sistina c’avrei fatto ‘na pizzeria, tanto il forno c’è già per il Papa” di Gisella Ruccia