L’incontro tra Beppe Grillo e Matteo Renzi dura poco più di dieci minuti. “Non sei credibile. Non ho tempo per te e non sono venuto qui per sentire il tuo programma”, il leader del Movimento 5 Stelle blocca così la presentazione del premier incaricato. Il sindaco di Firenze cerca di inserirsi, parla di riforme dall’abolizione delle province, al titolo V della Costituzione fino alla legge elettorale. Ma l’ex comico non si sofferma sui punti e chiude la discussione sul nascere. “Non sono venuto qui per parlare di programmi”, ha detto Beppe Grillo. “Non sei una persona credibile e qualsiasi cosa dici non ci fidiamo. Sono venuto qua a dimostrarti qualcosa in modo educato e gioioso: sei una persona giovane, ma anche vecchia. E se ti sei offeso per quel che ti dico mi dispiace”. La diretta streaming è un fantasma per i leader democratici: prima di Renzi, c’era stato il debutto di Pier Luigi Bersani a maggio scorso. Incontrò i portavoce Crimi e Lombardi e già allora fu uno scontro a toni spenti. Questa volta, a decidere di mandare la delegazione M5s alle consultazioni è stato un referendum online: “E’ una farsa”, hanno scritto ieri in un post Grillo e Casaleggio, “ma ci sembra opportuno chiedere a voi”. Ma la performance del elader di fronte al premier incaricato non è piaciuta a tutti all’interno del movimento: i parlamentari Battista, Bocchino, Campanella e Orellana esprimono la loro congiunta “perplessità”, perché Grillo avrebbe perso l’occasione di chiedere conto a Renzi della sua posizione su temi delicati, come la Tav e gli F35.

La rete ha scelto così che il gruppo incontrasse il premier e a presentarsi sono stati, oltre a Grillo, anche i capigruppo Santangelo e D’Incà. Ma nessuno dei due ha detto una parola. Una decisione arrivata a sorpresaGrillo ha ricevuto la notizia seduto nel teatro Ariston mentre assisteva al Festival di Sanremo. Ma l’incontro, come speravano molti dei parlamentari critici, è stato tutt’altro che un confronto. “Voi”, ha detto Grillo rivolgendosi a Renzi e al suo braccio destro Graziano Delrio (ex sindaco di Reggio Emilia), “siete stati eletti per fare i sindaci, non per fare questa cosa qui. Noi invece facciamo degli errori, ma almeno siamo coerenti. Io non ho tempo per te”. Il premier incaricato ha cercato di inserirsi portando sul tavolo le sue idee di riforma, ma Grillo non ha voluto ascoltare. Dopo circa quindici minuti, Renzi si è alzato e ha salutato il leader del Movimento 5 stelle tendendogli la mano. “Mi spiace tanto”, ha commentato poi su Twitter, “per chi ha votato 5 Stelle. Meritate di più, amici. Ma vi prometto che cambieremo l’Italia, anche per voi #lavoltabuona”.

Il faccia a faccia era cominciato con un timido tentativo di instaurare un dialogo. “Vi ringrazio di aver accettato l’invito alla consultazione“, aveva iniziato Renzi, “per quello che ci riguarda non vi chiediamo alcun accordo vecchio stile, non siamo qui a chiedervi la fiducia”. Ma Grillo ha bloccato tutto: “Mi stai spiazzando per questa gentilezza e non mi chiedi nulla, allora perché siamo venuti?”. Gli risponde Renzi: “Non è il trailer del tuo show, non so se sei in difficoltà sulla prevendita, se vuoi ti aiuto ma il tuo popolo ti ha chiesto di incontrarmi. Tu non sei mai stato democratico. Esci da questo blog”. E poi ancora Grillo: “Sei un ragazzo, non ti sto provocando. Ti sei messo insieme a Verdini e alla massoneria per fare la legge elettorale. Sei una persona buona, ma rappresenti un sistema marcio“. 

All’uscita, davanti ai giornalisti Grillo si è lasciato andare ad un monologo contro il sistema politico italiano: “Oggi questo poverino”, ha detto riferendosi al premier incaricato, “ha ricevuto due pregiudicati extra-parlamentari: me e Berlusconi. Il suo programma è un copia e incolla del nostro. La maggioranza dei militanti M5s sul blog ha detto ‘andiamo’, me l’hanno chiesto ed è giusto che venissi io. Io non ero d’accordo, perché a me non interessa colloquiare democraticamente con un sistema che io voglio eliminare. Posso dire parolacce o essere violento, ma intellettualmente mi sento a posto. Io voglio cambiarlo questo Paese altrimenti me ne vado. Questi parlano di crescita, ma cosa cresce con questi? Dobbiamo cambiarlo il sistema o metterci pezze con questa gente qui?”. E ha continuato: “Vorrei vedere voi quando vi tolgono tutti i diritti, i parlamentari 5 stelle stanno lavorando anche per i vostri figli. Io dovrei dare decisioni a 160 parlamentari e 1500 consiglieri, voi giornalisti non avete ancora capito con chi avete a che fare. Non c’è democrazia, io voglio una dittatura sobria. Dove sono i capigruppo? Ditelo, confessatelo che vi chiamo io e decido io… Decido tutto io”. E ha concluso attaccando la stampa e i giornalisti: “Chi è che gioca sulla disperazione, sulla miseria? Se siamo in classifica agli ultimi posti nella libertà di stampa è colpa di tutti, se non cambiamo l’informazione non cambiamo il Paese. Arrivano questi ragazzi finti, buoni, più vecchi dei vecchi e prendono il potere”.

Un monologo che ha scatenato numerose reazioni. “Il Movimento 5 stelle”, ha commentato su Twitter Debora Serracchiani, presidente del Friuli Venezia Giulia e membro della segreteria Pd, “ha chiesto al suo leader di parlare con Renzi. Grillo ha chiarito che non vuole confronto e cambiamento. Solo tempo perso: peccato”. Critico anche il leader del Carroccio Matteo Salvini: “Delusione! Da Grillo nemmeno unaparola contro l’euro e per un’altra Europa. Ma noi non ci arrendiamo, Lega sola per uscire dall’eurodisastro”. Un incontro inutile invece, secondo Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera. In generale il Movimento 5 stelle, eletti e iscritti, plaude alla ‘performance’ di Beppe Grillo davanti al premier incaricato. I commenti, in Transatlantico, sono tutti per il leader che, dicono, “ha fatto quello che ha chiesto la rete: andare da Renzi a dirgli quello che pensiamo di lui”. Per loro l’incontro-scontro è decisamente finito a favore di Grillo. “Tutti i commenti favorevoli alle consultazioni che sono arrivati ieri sotto il mio post, in cui sostenevo di essere contraria ad andare, sostenevano questo” afferma, tra gli altri, la deputata Laura Castelli che rifiuta la ‘lettura’ di chi giudica fuori luogo un comizio in sede di consultazioni. 

Ma anche i senatori Cinque stelle Lorenzo Battista, Fabrizio Bocchino, Francesco Campanella e Luis Alberto Orellana esprimono le proprie “perplessità sul modo in cui Beppe Grillo ha inteso approcciare il colloquio di oggi col presidente del Consiglio incaricato, Matteo Renzi”. I quattro, considerati dissidenti nel Movimento 5 stelle, dicono in una nota congiunta: “Peccato. Sarebbe stata un’ottima occasione per chiedere, in streaming, a Renzi cosa pensa delle grandi questioni su cui il Pd non si è mai espresso in modo chiaro. Pensiamo soprattutto agli sprechi costituiti dal proseguimento della realizzazione del Tav e del progetto F35”. Molti nel Movimento – aggiungono – “sono appagati dal fatto che Grillo ‘gliele abbia cantate forte e chiaro’. Ma riteniamo che per esprimere valutazioni, il tempo e i mezzi non ci manchino. Per chiedere risposte precise, invece, bisognera’ aspettare la prossima occasione. Questa l’abbiamo perduta”.