Se vincere alla lotteria può volere dire permettersi una villa al mare e magari una macchina di grossa cilindrata, a quanto pare può significare anche una virata a destra. Uno studio su quattromila grandi vincitori lo ha dimostrato: ricevere tanti soldi da un giorno all’altro – e quindi diventare improvvisamente ricchi – porta a votare per il partito conservatore e persino a rinnegare un passato a sinistra. Lo studio, realizzato nel Regno Unito da una università britannica in collaborazione con un istituto di ricerca australiano (scarica il report), ha analizzato, appunto, il comportamento nella cabina elettorale di quattromila persone che, in 20 anni, hanno vinto cifre superiori alle 200mila sterline. E, fra queste, un buon 45 per cento ha dichiarato di essere passato, da un giorno all’altro, dal partito laburista a quello conservatore. Ma la ricerca è andata anche oltre, analizzando anche le convinzioni personali. Così, è emerso, diventare ricchi porta a favorire politiche meno redistributive e a privilegiare sistemi che prevedono meno tasse e meno vincoli per il contribuente. Tutte cose che rispecchiano il senso comune, ma è la prima volta in assoluto che uno studio collega lotterie e intenzioni di voto, soldi – tanti soldi – e opinioni personali.

Del resto anche Boris Johnson, il sindaco di Londra conservatore, lo aveva detto durante un’intervista, fra il serio e lo scherzoso: votare conservatore, aveva detto, “aumenta le vostre possibilità di comprare una Bmw e, per voi donne, di fare un’operazione chirurgica per aumentare il vostro seno”. La stampa britannica aveva scherzato ma, forse, un fondo di verità c’era, visto il legame – ora provato – fra ricchezza e idee di destra. Lo studio, tuttavia, ha analizzato anche il parere di chi ha vinto molto meno. Così, a quanto pare, già una vittoria di sole 500 sterline porterebbe a ripensare il proprio sistema di valori, con quasi la metà dei rispondenti che ha dichiarato di aver pensato di votare a destra. Una soluzione per procacciare nuovi voti? La notizia non è stata commentata ufficialmente dagli esponenti del partito conservatore britannico, ma il professor Nattavudh Powdthavee, uno degli australiani che ha realizzato lo studio, è stato chiaro: “Più vinci e più diventi di destra, questo è quello che emerge dalla ricerca”. Powdthavee è anche autore di un libro intitolato “The happiness equation”, l’equazione della felicità, che tratta più o meno gli stessi argomenti declinati al motto che sovrasta il sito del giovane ricercatore di origine tailandese: “La felicità non è avere quello che non hai, ma volere quello che già hai”.

Però il professore ha detto anche un’altra cosa che sicuramente starà facendo discutere gli strateghi della comunicazione politica britannica: “Sappiamo questo fatto, ma ancora non sappiamo se la virata a destra sia dovuta veramente a una mutazione del proprio sistema etico oppure, semplicemente, alla vittoria dell’interesse personale sul senso di comunità”. L’anno scorso un grande sondaggio realizzato nel Regno Unito per conto del quotidiano The Independent lo aveva rivelato: secondo la maggior parte dei britannici, il partito conservatore “rappresenta gli interessi dei ricchi”. E anche uno degli uomini chiave del partito, Nick Boles, lo aveva ammesso: uno dei più grandi problemi dei Tories è, appunto, “l’opinione generalizzata secondo cui noi ancora rappresentiamo possidenti e uomini facoltosi”.