Linate da chiudere per rilanciare Malpensa? Niente affatto. Semmai dovrà essere il contrario. Mauro Moretti, amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, rivoluziona le carte in tavola alla Mobility Conference Exibition di Assolombarda, a Milano. Dopo la recente levata di scudi pro Malpensa di Regione Lombardia al gran completo – il presidente Roberto Maroni si è detto pronto addirittura “alla guerra” e il consiglio regionale, all’unanimità, ha dato mandato al governatore perché il rilancio dello scalo arrivi sul tavolo dell’accordo Etihad-Alitalia – Moretti rimescola il mazzo. E rilancia: “L’Idroscalo, interrato, può diventare la seconda pista di Linate e Smistamento, (l’attuale scalo merci FS, ndr) potrebbe essere la stazione che collega l’aeroporto a Venezia”.

Bluff o piatto ricco? “Non venitemi a ricordare che a Milano ci devono essere due aeroporti. I milanesi devono scegliere e lo facciano in modo razionale. Oggi Milano può permettersi un solo aeroporto ed è Linate che ha un maggior bacino di abitanti e, dunque, di clienti: 18 milioni contro gli 8 milioni di Malpensa”. Chissà cosa ne penserà Pietro Modiano, il presidente della società di gestione degli scali lombardi, la Sea, che proprio lunedì 3 febbraio al Tavolo competitività e sviluppo a Malpensa Fiere (Busto Arsizio) era invece al fianco di Maroni con la richiesta di mettere Malpensa sul tavolo del negoziato di Alitalia. In altre parole: se Etihad vuole Alitalia, investa sull’aeroporto in provincia di Varese e non faccia favori ad Air France – KLM traghettando passeggeri a Parigi ed Amsterdam da Linate. Per la prima volta, il presidente della società di gestione aeroportuale non difende il Forlanini.

Ma una settimana dopo, in Assolombarda, il cerchio si riapre in un susseguirsi di colpi di scena. “Quante ne dobbiamo svaccare ancora?”, dice Moretti dopo aver citato operazioni come Telecom, Edison e appunto Alitalia. Per lui non c’è corsa tra Linate e Malpensa. Proprio ora che il ministro alle Infrastrutture e Trasporti, Maurizio Lupi, chiede che arrivi, anzi torni, l’Alta Velocità a Malpensa entro il 2015. “Moretti pensi a migliorare il trasporto regionale. Agli aeroporti ci penserà il governo che non si occupa soltanto di ferrovie. Malpensa è strategica”, è stata la secca replica di Lupi.

Del resto anche il presidente di Assolombarda Gianfelice Rocca sostiene l’importanza dell’Alta Velocità “per far recuperare competitività a Malpensa”. Ma, aggiunge, “occorre uscire dalla logica per la quale il potenziamento di Malpensa passa per la riduzione di Linate”. E’, insomma, una difesa incrociata del Forlanini, in risposta al Varesotto. “E’ il bisogno oggettivo dei cittadini e delle imprese della grande Milano a cominciare dal settore business, a dire che Linate deve restare uno scalo aperto al più alto numero di connessioni europee e all’interconnessione con una pluralità di hub europei con destinazioni intercontinentali”. Quanto a Malpensa “deve adoperarsi per accrescere nel maggior numero possibile le tratte intercontinentali di una pluralità di vettori”.

Il sindaco di Milano Giuliano Pisapia cerca di mediare: “La comodità di Linate e la ricettività di Malpensa non sono una contro l’altra, ma sono un punto di forza generale della città, da valorizzare insieme”. Ma la polemica è sferzante. “A Malpensa ci sono più treni che aerei”, incalza Moretti che parla di decine di Frecce e treni svizzeri con fermata Rho Milano, e non Malpensa, per Expo. Resta, dunque, un grosso punto di domanda se la linea dell’alta velocità tornerà in brughiera. E non si chiude nemmeno l’interrogativo su una Sea tutta privata. “Non è il momento giusto per privatizzare Sea – assicura Pisapia – In questo momento è necessario che rimanga il pubblico, perchè Sea ha un ruolo fondamentale per l’Expo e per la città metropolitana”. Eppure la proposta del  presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo (Ncd come Lupi) di vendere tutta Sea, torna in vita. Per Cattaneo andrebbe offerta ad Etihad, così da legare la compagnia aerea del Golfo a Malpensa, non solo ad Alitalia e a Fiumicino. “Privatizzare Sea potrebbe utilmente risolversi in un’operazione nella quale investitori istituzionali di settore potrebbero accompagnare e affiancare il potenziamento della presenza di alcune grandi compagnie europee”, commenta Rocca. “Dobbiamo dare alla società una capacità imprenditoriale. Per riuscire a far volare Malpensa occorre muoversi per il mondo e trovare accordi con altre compagnie”. Il numero uno di Assolombarda constata “il fallimento dei piani decisi dalla politica” e indica: “Per Malpensa servono persone che sappiano gestire gli aeroporti, dobbiamo metterla sul mercato con l’intervento del fondo strategico italiano e di gestori internazionali di aeroporti”.