E’ proprio vero, la diffusione nel mondo di persone affette da infezione cronica da virus dell’epatite e da infezione da Hiv rappresenta una vera emergenza sanitaria. Gli epidemiologi dell’Oms nel 2010 stimavano già in 350 milioni gli individui ammalati da virus del tipo B e C  mentre l’Unaids (organismo di controllo del programma Hiv/Aids delle Nazioni Unite) in oltre 34 milioni le persone infette da virus dell’Hiv.

E’ anche assolutamente vero che  la distribuzione geografica di queste patologie “premia” generosamente tutti i Sud del pianeta. Basti pensare che, ad esempio per le infezioni da epatiti, il meridione d’Italia vede una incidenza di portatori cronici superiore al centro Nord di 5 o 6 volte. Se si considera un paese a noi non molto lontano come l’Egitto si rilevano percentuali del 9% della popolazione che si riducono al 3% nel Mezzogiorno fino allo 0,4% nel resto del paese e nel nord Europa.

Cosa significhi un gradiente simile è una riflessione da offrire a chi legge.

Per quanto riguarda la sindrome da Hiv il dato che vede raggruppati nei paesi poveri dell’Africa subsahariana circa 24 milioni di persone affette dal virus rende ulteriore conferma delle drammatiche disuguaglianze del nostro pianeta.

E’ tutto vero. I più poveri della Terra sono anche i più malati.

Eppure il 21 maggio 2010 l’OMS con la risoluzione 6318 stabilisce ed invita tutti gli Stati membri a farsi carico di questa emergenza sanitaria: “Si esortano gli Stati ad includere nei loro contesti le politiche, le strategie e gli strumenti raccomandati al fine di definire e realizzare azioni, misure diagnostiche e fornitura di assistenza alle popolazioni affette, includendo i migranti e le popolazioni vulnerabili”. Appunto i migranti e le persone vulnerabili.

Cosa dire allora del parlamentare del Regno Unito del partito dei Tory che in queste ore ha proposto di vietare l’ingresso nel territorio del Regno Unito ai malati di Hiv ed epatite? Niente, bisognerebbe stare zitti e non dirgli niente. Basterebbe solo inviarlo a lavorare in un ospedale del Lesotho per sei mesi.