“Ti prego Pietro (Grasso, ndr) non fare come Ponzio Pilato, fai in modo che il Senato si costituisca parte civile nel caso De Gregorio”. E’ un Antonio Di Pietro ancora combattivo quello che arriva a Bologna per annunciare la sua candidatura alle Europee 2014 nella lista Idv dell’Emilia Romagna. Nel ritorno in terra emiliana l’ex presidente dell’Italia dei Valori esordisce commentando la fresca bocciatura, per dieci voti a otto, dell’Ufficio Presidenza del Senato rispetto alla possibilità di costituirsi parte civile nei confronti di Silvio Berlusconi per la presunta compravendita di senatori nella XV legislatura che fece cadere il governo Prodi, di cui faceva parte anche l’Idv.

“E’ squallido e umiliante che l’ufficio di presidenza si sia espresso in questo modo”, continua l’ex magistrato, “siamo di fronte ad una chiara compravendita di senatori, tanto che l’imputato De Gregorio ha patteggiato. Mi appello al presidente del Senato che ha l’ultima parola in materia, ma l’appello lo estendo anche a Napolitano e al presidente del consiglio dell’epoca, Romano Prodi: la maggioranza non cadde per motivi politici ma per un atto criminale”. Dismessi i panni da deputato, gessato blu e cravatta monotono dai larghi nodi, il Di Pietro con maglioncino, casual e rilassato, torna alla carica alla vigilia delle Europee che nel 2009 videro l’Idv, allora ancora con la dicitura ‘per Di Pietro presidente’, raggiungere l’8% ed eleggere 7 parlamentari europei: “Le ammucchiate non servono a sommare voti – dice riferendosi alla recente e disastrosa esperienza della lista elettorale di Rivoluzione Civile – anche se noi rimaniamo collocati nell’area di centrosinistra; certo oggi non ci troviamo al governo perché destra e sinistra hanno formato un’accoppiata politicamente indecente”. “Ben venga un sistema elettorale che aggrega le coalizioni”, prosegue commentando la bozze Renzi-Berlusconi definita Italicum, “ma la legge elettorale deve subire correzioni per non risultare incostituzionale.

A ciò aggiungo che il voto di preferenza lasciato ai segretari di partito dovrebbe essere sostituito con le primarie obbligatorie per legge in tutti i partiti”. Ma ce n’è anche per gli amati/odiati 5 Stelle: “Lancio un gesto di solidarietà verso il Movimento, sono stati criminalizzati loro al posto di 50 anni di malgoverno, con una classe politica intrecciata con mafia, P2, 3 e 4 e chissà che altro. E’ un peccato che contro di loro sia stato usato uno strumento formalmente corretto, ma ingiusto sul piano democratico, come la tagliola. Detto questo lancio un avviso ai naviganti: amico Beppe non commettere più l’errore di offendere sul piano personale altrimenti tutti guardano e parlano solo della parolaccia pronunciata”. Di Pietro si candiderà come capogruppo dell’Idv in Emilia Romagna, regione dove i successi elettorali sono stati tanti fino ad ottenere decine di consiglieri e assessori tra comuni, province e regione, ma anche dove le inchieste giudiziarie e la diaspora degli ex Idv è stata massiccia: “Sul patteggiamento di Paolo Nanni (ex capogruppo regionale Idv accusato di peculato ndr) dico che se l’ha chiesto ritiene di avere sbagliato. Rispettare la giustizia non è né di destra né di sinistra ma un dovere”.

Assi politiche portanti del nuovo lancio Idv per le Europee sono ancora i temi della giustizia e del lavoro ma soprattutto i temi ambientalisti, tanto che l’unica figura di spicco presente nella sede di via Amendola a Bologna è l’ex assessore all’ambiente regionale, Sabrina Freda: “Mai come in Emilia Romagna”, conclude Di Pietro, “si registra una sommatoria di detriti e rifiuti da smaltire proveniente da altre regioni. D’ora in avanti ognuno smaltisca i rifiuti a casa propria, queste regione non sarà più la pattumiera d’Italia”.