Le parole sono pietre. Ed è incosciente pensare di poterle usare in modo così rovinoso, ingiustificabile, degradante. Qualunque ragione ha bisogno della logica per affermarsi, e anche della tutela della propria dignità, della buona educazione, del rispetto altrui.

E’ la realtà, le scelte che si compiono e quelle che si ostacolano, le battaglie che si fanno, anche se si perdono, a dare conto dell’impegno, del rigore, delle buone idee.

Sono sempre stato un elettore pellegrino, un perdente nato. Eppure non mi sarei mai aspettato di essere sollevato dal fatto di non aver concesso alle ultime politiche il mio voto al M5S. Spero che ciascuno lotti per le sue idee come può e come sa. E’ nel suo diritto. Ma non infierisca più con le frasi che risuonavano come negli anni venti, con gli insulti gratuiti, gonfi solo di odio. E chi è parlamentare senta su di sè una responsabilità più grande, e colga nella misura (si chiama continenza) il senso del proprio impegno. Le parole sono pietre.