In Sicilia trema la giunta guidata da Rosario Crocetta, sullo sfondo dello scandalo delle spese pazze in Regione. Il segretario regionale del Partito democratico Giuseppe Lupo, parlando con l’Adnkronos, lancia un appello ai suoi: “Gli assessori del Partito democratico del governo Crocetta si dimettano”. 

Si alimenta dunque la tensione tra il Pd e il governatore che domani parteciperà ad una riunione del gruppo democratico all’Assemblea regionale siciliana e che per mercoledì ha convocato un vertice di maggioranza che i democratici hanno intenzione di disertare. Il segretario regionale del partito Giuseppe Lupo fa sapere che non parteciperà alla riunione perché “il Pd non è più nella maggioranza. Da mesi non esiste una maggioranza”. “Se è un vertice di maggioranza non ci saremo – aggiunge – Se è un confronto su provvedimenti utili per la Sicilia, come l’abolizione delle province, le zone franche urbane e l’acqua pubblica, allora parteciperemo all’incontro”. Crocetta ribatte stupito: “Lupo non fa più parte della maggioranza? Il pd in questi mesi ha partecipato ai vertici. Che Dio assista Lupo”.

I rapporti tra Crocetta e il suo partito si sono surriscaldati dopo che il governatore ha frenato sull’ipotesi di rimpasto su cui i vertici siciliani democratici spingono da mesi. Dopo l’esplosione dell’inchiesta sulle spese dei fondi dei gruppi politici all’Ars con oltre 80 tra ex e attuali deputati indagati Crocetta aveva detto: “Chi è indagato non può chiedere di entrare in giunta. Non penso che chi ha grande sensibilità me lo chiederà”. E sul rimpasto aveva aggiunto: “I partiti hanno diritto di chiedere la rimodulazione della giunta in qualsiasi momento, ho già convocato la coalizione, rispetto ai politici coinvolti nell’inchiesta ho auspicato una valutazione con gli alleati, con Renzi e D’Alia”.

Oggi Lupo vedrà a Roma Davide Faraone, il deputato siciliano nella segreteria renziana, anch’egli indagato per i fondi dell’Ars, che Crocetta ha citato più volte polemicamente invitando il Pd a valutare la sua situazione e quella degli altri indagati del partito. Faraone su Crocetta aveva poi detto: “Fino ad oggi niente rivoluzione, solo tanta continuità con un passato che non ci piace”. E allora “o si cambia o in Sicilia meglio tornare al voto, questo galleggiamento non serve a nessuno”. Crocetta, comunque, vedrà i suoi compagni siciliani di partito domani prima della prevista riunione di maggioranza. La discussione porterà a una ricucitura?