Cinquecentodiecimila euro. È l’ammontare del danno erariale, contestato dalla guardia di finanza di Rimini, al piccolo Comune di Coriano. Sotto il mirino delle fiamme gialle sono finiti i debiti fuori bilancio relativi al 2011 e i compensi accessori erogati al personale dipendente nel triennio 2008/2010, subito segnalati alla Corte dei Conti. Gli otto funzionari pubblici che nella vicenda hanno avuto una responsabilità amministrativa, tra i quali figura il sindaco pro-tempore Maria Luigia Matricardi ed il commissario prefettizio Maria Virginia Rizzo, sono stati denunziati alla procura della Repubblica di Rimini per l’ipotesi di abuso d’ufficio prevista dall’articolo 323 del codice penale.

L’attività ispettiva dei finanzieri riminesi sulla spesa pubblica ha interessato alcuni atti di gestione del Comune di Coriano, durante il periodo di commissariamento e ha riguardato l’attività amministrativa svolta dall’ente nel periodo 2008-2011. L’indagine è stata focalizzata in particolare sul riconoscimento, nell’agosto del 2011, di debiti fuori bilancio per circa 4 milioni di euro, nonché sull’erogazione da parte del Comune di indennità economiche di natura varia a favore del personale dipendente, a titolo di premi di produttività e di compensi aggiuntivi, per l’ammontare di 150 mila euro. I 4 milioni di euro fuori bilancio figuravano come corrispettivi fatturati dalle imprese creditrici del Comune di Coriano, alle quali era stato pagato anche il cosiddetto “utile d’impresa”, ammontante a circa 360 mila euro, che non potendo essere riconosciuto, sulla base del Tuel (testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali), in quanto non produttivo di arricchimento per l’ente stesso, ha costituito un danno erariale.

Da un altro controllo eseguito dal nucleo di polizia tributaria, su alcune voci di spesa relative al personale dipendente, è stato accertato che nel corso degli anni 2008, 2009 e 2010, il Comune di Coriano aveva erogato a favore di vari beneficiari, compensi aggiuntivi a titolo di salario accessorio, sotto forma di premi di produttività, indennità di turno, incentivi Ici e progressioni economiche “orizzontali”, per un danno quantificato in 150 mila euro. Anche in questo caso le indagini hanno evidenziato come tali compensi fossero stati elargiti senza rispettare quanto previsto dai contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore all’epoca dei fatti, senza la prescritta previsione di incremento dei fondi per le risorse decentrate e senza il dovuto controllo di legittimità, coerenza e inerenza tra il lavoro premiato e incentivato, rispetto alle indennità erogate. Tutto ciò è stato fatto anche in contrasto della normativa specifica, la quale intende evitare il riconoscimento “a pioggia” dei compensi di produttività e dei benefici economici di carriera, legando tali aspetti al merito e all’effettività della prestazione.