Daniele era un “amicone”, adorava scherzare, anche sulla sua omosessualità. Era un attivista per i diritti dei gay e nel quartiere, alla Magliana – alla periferia di Roma – lo conoscevano tutti, ma nessuno avrebbe mai immaginato il destino cui andava incontro. Il suo cadavere, pieno di ematomi e con due fori sul collo e sul bacino che fanno pensare a due colpi di pistola di piccolo calibro, è stato ritrovato sul greto del Tevere, tra le sterpaglie ed il degrado del viadotto della Magliana, a tre giorni dalla sua scomparsa. Per questo gli investigatori stanno valutando anche l’ipotesi di omicidio, non tralasciando anche le altre piste.

Daniele Fulli, 28 anni compiuti lo scorso ottobre e originario della Puglia, era scomparso la sera di tre giorni fa, proprio nella zona in cui è stato ritrovato cadavere. Il caso era stato trattato anche dalla trasmissione televisiva Chi l’ha visto?, dove erano intervenuti anche i familiari. Da quel drammatico 4 gennaio, amici, parenti e conoscenti si erano dati tutti da fare per ritrovarlo. Su Facebook è ancora aperto il gruppo “Daniele Fulli scomparso“. C’è la sua foto, l’immagine di un ragazzotto biondo, con gli occhi azzurri ed il sorriso stampato sulle labbra. Le bacheche dei suoi amici ora sono piene di messaggi di dolore e di addio. “Ciao angelo, cerca di riposare in pace”, scrive Laura che negli ultimi tre giorni non ha fatto altro che diffondere l’appello per ritrovare il suo migliore amico. “Ciao Daniele, riposa in pace. Ti ho voluto tanto bene e non è giusto cosa ti hanno fatto, bastardi”, è invece lo sfogo di Rasida. “Recentemente – dicono dal Gay Center, l’associazione di cui era volontario – Daniele era stato scosso dalla morte di Simone, il giovane gay che si è suicidato e a cui lui era molto legato”.

La polizia, che sta indagando sul caso, non esclude alcuna ipotesi, ma solo l’autopsia potrà chiarire con certezza quali siano state le cause della morte del ragazzo. Bisognerà anche stabilire se i due fori sul corpo siano stati procurati da proiettili. Alla Magliana Daniele, parrucchiere, era una “mascotte, per via della sua simpatia”, come racconta un’amica. “Era semplice e buono, dava molto a vedere la sua omosessualità con atteggiamenti effemminati – racconta -. Ma, come me, viveva benissimo la sua sessualità ed il suo essere gay”. “Forse – ipotizza Barbara – è stato un incontro sbagliato, casuale, la causa della sua morte”. “Resto incredula di fronte all’efferatezza di questo omicidio”, è il commento della consigliera comunale ed attivista per i diritti gay, Imma Battaglia, che è stata anche sul luogo del ritrovamento. “Questo dimostra quanto sia prioritario il tema della sicurezza a Roma – conclude – Nella periferia della città, con vaste aree incustodite e incontrollabili, lunghi tratti abbandonati delle piste ciclabili, si nascondono balordi senza scrupoli”. E per sabato prossimo (11 gennaio) le associazioni gay hanno organizzato una marcia sul luogo del presunto omicidio, alle 16, l’ora in cui Daniele è stato ritrovato senza vita.

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