Per quelli che svacanzano a Gstaad (canton Berna), l’eremo svizzero una volta di miliardari sfaccendati, oggi buen retiro di russi, bulgari e turchi alla ricerca di nuova identità sociale, la vallata incorniciata dalle cime innevate nella Svizzera occidentale si trasforma in un circo pirotecnico. Dopo la mezzanotte si abbatte una pioggia di fuochi di artificio che bucano l’oscurità. Chi li spara più grossi? E’ una competizione fra gli alberghi cinquestelle, l’Alpina dove alloggia Elton John, il Gran Hotel Park dove alloggiava il generale britannico Montgomery ( la saletta vip è a lui dedicata) e l’Hotel Palace, ospite John Travolta, botulinato e levigato come un bidet. Gli alberghetti dell’Oberland bernese lo inseriscono nelle loro brochure, processione dei campanacci e il petardo show a Gstaad. Uno spettacolo visivo e sonoro (con sottofondo musicale della Cavalcata delle Valchirie) amplificato dalle bollicine delle migliori annate.

Quello che va in fumo in una manciata di minuti avrebbe sfamato un intero campo profughi siriano. Per non parlare di trombette, lingue di menelik, capellini a cono, pernacchiate col botto e trik e trak distribuiti a ogni tavolo (sembrerebbe più un fesso carnevale per bambini cresciuti), ma il finto/glamour costa 1000 franchi a cranio, escluso champagne.

Cercasi baby sitter plurireferenziata per la figlioletta di sir Elton di appena sei mesi. Intanto la popstar scopre le gioie di una paternità e se la spupazza in passeggino per la promenade di Gstaad, tenendo per mano l’altro figlio di tre anni, insieme al marito David Furnish, pieno di premure e apprensioni. Il quadretto familiare sarebbe quasi da Mulino Bianco. Oops, non diciamolo al patron di Barilla.

E’ apparsa pure la Madonna, sempre come una visione, ospite nello chalet di Valentino. E’ il secondo anno di seguito e cerca casa. No, l’ha già comprata. Forse, ha messo gli occhi su quella del ex play boy Gunther Sachs. A 60mila franchi svizzeri a metro quadrato, dicono. Ma si dicono tante cose. Intanto scia, almeno ci prova con lo spazzaneve, ma è travestita high tech come se gareggiasse nella Coppa del mondo.

In seggiovia con Roman Polanski, non è mica un tipo normale. Più gagliardo che mai, dopo una lunga soirèè di cin cin a casa Savoia, il primo dell’anno, è già in pista. A ottant’anni compiuti ancheggia di slalom come un ragazzino. E la moglie, la schiantosa attrice francese Emmanuelle Seigner, di lui dice: “Non mi pesano neanche un po’ i 33 anni che ci separano. E’ un uomo vivacissimo, giovane e curioso. Mi ha regalato la disciplina che non avevo”.

E una Cortina, sempre più da cinepanettone, con le santanchizzate e le marzottiane impellicciate e in struscio perenne, rimase in black-out in mezzo alla bufera di neve. E sui social network si scatenano le battute: “Idromassaggi fuori uso, piastre per capelli inutilizzabili, caviale indistinguibile al buio”, oppure “Dramma a Cortina, per scaldarsi hanno dovuto bruciare banconote da 500 euro” . E’ dura per i comuni mortali.

E adesso tempo di bilanci per un anno di m… che più trash non si può.

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