L’uomo dell’anno 2013? Se il Time ha optato per papa Francesco, Beppe Grillo ha scelto Thamsanqa Jantljie. Il leader del Movimento 5 Stelle dedica il primo post dell’anno del suo sito all’uomo divenuto celebre per aver finto di essere un interprete nella lingua dei sordi nel corso della commemorazione in onore di Nelson Mandela. Una scelta però non condivisa da tutti gli utenti del sito di riferimento del M5S, che hanno lasciato anche commenti sarcastici all’indirizzo di Grillo.

“Uno schizofrenico, con tendenze a scoppi di violenza, che vede gli angeli, che parla solo lo Xhosa, una delle 11 lingue ufficiali del Sudafrica, è l’uomo dell’anno”, si legge sul blog del comico genovese. “Sembravano tornati i bei tempi della Gialappa’s Band a commentare le partite di calcio”, continua il post. Il leader del Movimento cita lo scrittore inglese George Orwell: “Nel tempo dell’inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario”. La frase gli serve come spunto per dire che “Thamsanqa è andato oltre la verità e oltre la menzogna”. Il motivo? “Tutto quello che vedete è falso o forse vero, ma non importa ormai a nessuno. La vita è diventata pura scenografia. E la conclusione può essere una sola: “Per questo Thamsanqa merita il titolo di uomo dell’anno”.

Il post non è comunque piaciuto a molti utenti del sito di Grillo che nei commenti hanno espresso le loro perplessità per questa scelta. “Non ci posso credere! Ma sono impazziti tutti?”, scrive Lady Dodi. “Sinceramente, non ci avrei scritto su un articolo. E’ un tizio coi suoi problemi“, sottolinea Ius Gravitas. “Non sono riuscita a capire perché, con tanti argomenti esistenti al mondo, si sia voluto iniziare con questa cialtronaggine. Francamente vorrei cose più serie per iniziare il 2014″, aggiunge. “Ma Beppe ti stai rincoglionendo? Una persona così merita di essere internato a vita e gettata via la chiave”, fa eco Edoardo M.

Altri utenti, invece, si sono profusi in una serie di apprezzamenti all’iniziativa di Grillo. “Nella sua semplicità questo post, più profondo di quel che sembra all’apparenza, esprime con grande realismo un episodio che è lo specchio dell’ipocrisia e la superficialità che ci sono nel mondo”, scrive Paola L. E c’è chi si lancia in un’esegesi del comico, come Fabio B: “L’articolo non esalta certo lo schizofrenico in questione, è solo un pretesto per sottolineare il grado di assuefazione a tutto, anche alle evidenti follie, che vengono “assorbite” come se non fossero nemmeno accadute. E’ emblematico di tutti i discorsi fatti nei talk show, che sono come i gesti sconclusionati del finto linguaggio dello schizofrenico uomo dell’anno”.