Non si fermano gli incidenti mortali in montagna che vedono coinvolti gli sciatori. Un turista francese è morto sul Gran Paradiso, in Val d’Aosta, mentre un suo connazionale di 29 anni ha perso la vita in provincia di Cuneo. Non sono bastate le raccomandazioni alla prudenza dopo gli episodi degli ultimi giorni: l’ex campione di Formula 1 Michael Schumacher lotta ancora tra la vita e la morte dopo lo schianto di domenica, mentre un giovane di 15 anni è rimasto travolto e ucciso da una valanga a Claviere.

La prima vittima della giornata è uno sci alpinista di nazionalità francese, recuperato sul Gran Paradiso dal soccorso alpino valdostano a 3.650 metri di quota. Lunedì sera, insieme a un compagno, aveva raggiunto la vetta della montagna, per poi iniziare la discesa con gli sci. Giunti alla Schiena d’Asino, si sono diretti verso il rifugio Federico Chabod, quando la vittima è scivolata su una lastra di ghiaccio e precipitata tra rocce e seracchi per almeno 200 metri. Le indagini sono affidate al Soccorso alpino della Guardia di finanza di Entreves: nelle prossime sarà ascoltato il compagno, che si trova in stato di choc all’ospedale di Aosta, dopo aver cercato l’amico per tutta la notte ed essere rientrato verso le 7.30 in rifugio.

L’altro incidente si è verificato nel Vallone di Cabanaira, in valle Vermenagna, zona dedita al fuoripista nei pressi di Limone Piemonte (Cuneo). Il soccorso alpino ha ritrovato il cadavere dello sciatore francese sul greto di un rio ghiacciato in località Arco del Diavolo, nell’area di quota 1400. Da una prima ricostruzione dell’incidente, il giovane, che non avrebbe indossato il casco, è caduto e ha sbattuto la testa contro una roccia che spuntava dalla neve. Il giovane mancava dalla sua casa a Nizza dal 20 dicembre, quando la famiglia ne aveva segnalato la scomparsa. Ma soltanto negli ultimi giorni le ricerche si erano concentrate a Limone, dove ieri era stata ritrovata l’auto della vittima, alla partenza degli impianti di risalita. La sua morte, secondo un primo referto, risale ad alcuni giorni fa. I carabinieri hanno aperto un’inchiesta. “Al momento – spiega il capitano Giuseppe La Torre, comandante la Compagnia carabinieri di Borgo San Dalmazzo – resta valida l’ipotesi che il giovane sia caduto mentre sciava, finendo sul greto del rio”.