Saranno adeguate dal primo di gennaio le tariffe di escavazione applicate dalla regione Emilia Romagna. In attesa che si concluda in consiglio regionale l’iter di aggiornamento della legge sulle attività estrattive, la giunta ha dato il via libera ad un aumento del canone richiesto ai titolari di autorizzazioni di scavo che per quanto riguarda la sabbia e la ghiaia di provenienza alluvionale, ossia il materiale maggiormente estratto sul territorio regionale, passerà da 0,57 a 0,70 euro al metro cubo. Una tariffa definita assumendo come parametri di riferimento quelli applicati nelle regioni limitrofe del bacino padano, al fine di garantire omogeneità del contesto socio – economico ed evitare distorsioni di mercato.

“Per tener conto degli impegni economici già assunti dalle imprese, si prevede un aumento graduale in tre anni – precisa l’assessore regionale alla Sicurezza territoriale Paola Gazzolo – L’incremento degli oneri riguarderà con effetto immediato solo i materiali estratti in base ad autorizzazioni rilasciate dopo il 1 gennaio 2014. Per quelli estratti in funzione di autorizzazioni precedenti, si procederà ad un’applicazione progressiva dell’aggiornamento delle tariffe tra il 2014 e il 2016. In questi casi, oltre al canone già in vigore dovrà essere corrisposta una maggiorazione pari ogni anno ad un terzo della quota di aumento, fino al raggiungimento della nuova tariffa”. “Ora – continua Gazzolo – serve chiudere presto il percorso della nuova legge in assemblea legislativa, per consentire una revisione organica del settore capace di valorizzare le buone pratiche ambientali, introdurre tariffe omnicomprensive, definire sistemi di tracciabilità dei materiali evitando la concorrenza sleale e garantendo la legalità, nonché premiare la virtuosità delle nostre imprese. Il dialogo con le associazioni di categoria è essenziale – conclude l’assessore – anzi è fondamentale per giungere all’approvazione delle nuove norme nei primi mesi del 2014 e rilanciare l’intero settore”.