L’aeroporto di Ancona-Falconara, il Raffaello Sanzio, gestito da Aerdorica Spa, società posseduta per l’82% dalla Regione Marche è uno di quegli aeroporti piccoli e più spreconi d’Italia. Nelle mani di Marco Morriale (ora sospeso) su cui pende una richiesta di rinvio a giudizio della Procura di Ancona per truffa e peculato. Secondo i magistrati, utilizzava la carta di credito aziendale oltre che per autopromuoversi su siti Internet di “cacciatori di teste” (società specializzate nella selezione di top manager), per l’affitto di ciaspole (racchette da neve), per pagare multe prese con auto aziendali (15mila euro) anche per raggiungere, volando si intende, alberghi dove trascorrere una cena a lume di candela con la sua donna per una modica cifra di 8mila euro.

I conti non tornano e la trasparenza pure
Aveva messo in bilancio nel 2010, anziché nel 2009, una fattura da 140mila euro con lo scopo, secondo l’accusa, di migliorare il margine operativo. Aeroporto delle Marche, che secondo la classifica sulle cinque regioni più corrotte nell’ambito di Enti pubblici, pubblicata dal Sole 24 Ore, scettro conquistato dalla Sardegna, compare al secondo posto con un livello di trasparenza del 14%. Aeroporto di proprietà dei cittadini marchigiani: gli investitori privati, vista la mala parata, se la sono data a gambe. Alla faccia del rilancio, è stato nominato direttore un tributarista, utile per sistemare l’enorme debito ma non certo per farlo decollare. Certo, poteva andare peggio visto che alla presidenza dell’Autorità portuale, con l’ok del ministro Maurizio Lupi, il governatore Spacca ha nominato Rodolfo Giampieri, commerciante di mobili, già presidente della Cciaa di Ancona.

Dal bilancio 2012 dell’Aerdorica Spa emergono dati sconcertanti: perdita esercizio del 2012 per 3.045,411 euro che il dg Morriale , prima di essere sospeso perché indagato, imputava “al calo del traffico passeggeri e a costi straordinari tra cui quello per lo smaltimento della neve nel mese di Febbraio 2012”. Un passivo patrimoniale per 38 milioni di euro. Mancati pagamenti di imposte, di contributi Inps, fondi previdenza per un totale 7,6 milioni di euro di cui 655 mila per Ici, Imu e Tarsu non versati al Comune di Falconara dal 2007; a cui si aggiungono 371mila euro di Inail non versata e 198mila euro di Iva e 1,9 milioni di Irpef prelevata dalle buste paga e non versata; 2,6milioni di euro per contributi Inps dipendenti anche questi prelevati dalle buste paga e non versati, oltre a 735mila euro per Irap regionale. E pensare che, trattandosi di una società pubblica, l’omesso versamento delle imposte, compresa Iva e ritenute Irpef – il Dlgs 74 del 2000 – prevede, superata la soglia di 50 mila per imposta e per anno, da 6 mesi a 2 anni di reclusione oltre alla responsabilità penale degli amministratori con sequestro dei beni e del denaro di proprietà personale degli stessi per importo equivalente.

Dalla relazione degli amministratori emergono anche finanziamenti alla Ryanair per 3,9 milioni di euro concessi per “azioni pubblicitarie ivi poste in essere tramite il sito www.ryanair.com”. Peccato che sul sito non ci sia traccia di pubblicità per cui i cittadini hanno sborsato quasi 4 milioni. A cui si aggiungono aumenti di capitale per ridurre l’indebitamento che ha oneri finanziari in aumento del 30% rispetto all’anno precedente, circa 545 mila euro nel 2011. E tutto per 3.840.000 euro di ricavi della gestione caratteristica: il resto dei ricavi sono contributi in conto esercizio ovvero finanziamenti pubblici (3.345.000) e diritti vari. Aerdorica Spa detiene il 99% di Raffaello srl, società che dovrebbe gestire le attività commerciali dell’aeroporto da cui Aerdorica ha comprato il parcheggio dell’aeroporto stesso. Ma anche Raffaello srl ha chiuso il bilancio 2012 con una perdita di 10.000,00 euro. Aerdorica Spa vanta crediti verso la controllata per 225mila euro per non precisati servizi di consulenza e 90mila euro per cessione ramo d’azienda (parcheggi).

La multa per i contratti d’assunzione mascherati
L’Inps ha inflitto a Raffaello Srl-Aerdorica Spa una sanzione di 161.876,00 per 57 dipendenti inquadrati come “collaboratori a progetto”, i famosi co.co.pro mentre erano dipendenti a tutti gli effetti a cui la Regione ha fatto ricorso. Eppure il Collegio Sindacale nella relazione al bilancio, scrive: “Abbiamo incontrato la società di revisione Ernst & Young per uno scambio d’informazione dal quale non sono emersi dati rilevanti che debbano essere evidenziati nella presente relazione”. Una sola domanda: che senso ha, se non politico, tenere in piedi un carrozzone visto il continuo ripianamento delle perdite a carico della collettività?

da Il Fatto Quotidiano del 15 dicembre 2013