Europa declassata. L’agenzia Standard & Poor’s ha abbassato di un gradino da AAA a AA+ il rating di lungo termine dell’Unione europea. L’outlook è stabile: fermo ad A-1+ il breve medio termine. “Il downgrade riflette la nostra visione di una debolezza generalizzata del credito dell’Europa a 28”, si legge in una nota dell’agenzia.

La scelta di aver tolto la tripla A (il rating di maggior fiducia in un’istituzione finanziaria) viene spiegato da Standard & Poor’s con “la nostra convinzione che la credibilità complessiva dei Paesi membri della Ue in materia di credito si sia indebolita, il loro profilo finanziario deteriorato e la coesione allentata”.

Dura la risposta della Commissione Ue, che si è detta “in disaccordo con la decisione di S&P”, poiché “il rating Ue dovrebbe essere valutato in base ai meriti, alla luce dello status speciale basato su trattati del bilancio Ue”. Mentre il premier Enrico Letta avverte che il declassamento “è un segnale che non va sottovalutato” ed  è “la dimostrazione che la transizione non è finita e che l’Europa e l’Ue sono ancora sotto osservazione”.

Da anni la tripla A dell’Unione europea era sotto pressione, con una precisa minaccia di un declassamento del rating emanata da S&P nel gennaio 2012, quando la società di rating aveva rivisto in negativo l’outloook. Progressivamente diversi Paesi cruciali per l’Unione hanno accusato un calo del rating e ora Standard & Poor’s punta il dito soprattutto sulle tensioni nella formazione del bilancio comunitario, sulla crisi del debito di diversi Paesi membri e sulle progressive richieste di calo dei contributi da versare all’Unione.

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