Dalle colline di Coriano a una zona dello shopping milanese, tra gallerie d’arte e atelier sartoriali. È l’ultima scommessa di Spazio SanPa, il nuovo progetto della comunità di San Patrignano che ha aperto le porte al pubblico in piazza Sant’Erasmo 3. Significativa è la città scelta per la sua nuova avventura commerciale: il capoluogo lombardo è l’ex feudo di Letizia Moratti che a SanPa, dopo la cacciata di Andrea Muccioli, figlio del fondatore Vincenzo, è la donna forte con le cui decisioni devono fare i conti i due comitati alla guida della comunità, poiché lei e il marito Gian Marco, petroliere della Saras, staccano ogni anno un assegno di qualche milione di euro a beneficio della struttura.

Nel nuovo negozio sotto la Madunina sono presenti collezioni di arredi, accessori e oggettistica creati in comunità e lo spazio è vocato anche a iniziative di carattere sociale ed eventi di raccolta fondi. La solidarietà è il link che concede una vetrina alla nuova avventura di Gabriele, il figlio minore dei coniugi Moratti. Dopo la Bat casa per cui ha patteggiato una condanna a 6 mesi e 4 mila euro di ammenda, convertita poi in 49 mila euro di multa, meglio lasciarsi alle spalle e dimenticare il mondo di Gotham city e dedicarsi a un’altra passione d’oltreoceano, ovvero le moto da bikers stile Easy Rider.

È delle vendita di queste due ruote che si occupa la Redemption Choppers, partner di Spazio SanPa, dietro la quale oltre a Gabriele Moratti c’è l’amico di infanzia Daniele Sirtoni, conosciuto dal rampollo Moratti all’interno della comunità riminese, perché figlio di uno degli educatori. Nella società c’è anche Vanni Laghi, altro educatore di San Patrignano. I tre, da un’officina destinata alla fabbricazione artigianale delle moto choppers, sono passati a produrre, dal 2009, un marchio di abbigliamento “ispirato ai bikers californiani”, così si legge sul loro sito. Oggi nella linea dell’etichetta non vi sono giubbotti e pantaloni in pelle nera e borchie. Nel lookbook dell’estate 2014 è ritratta una sofisticata collezione di prêt-à-porter per donna. La madrina di Redemption Choppers è la brasiliana Isabeli Fontana. Anche lei, fotografata in pizzi e tessuti dal panneggio morbido, non pare esattamente lo stereotipo di una rude biker; tutt’al più potrebbe sembrare una motociclista intenzionata a presentarsi a un raduno dopo aver saccheggiato via Montenapoleone. Ad oggi comunque, stando al dato pubblicato sul sito del marchio, l’azienda avrebbe già versato un milione e mezzo di euro in opere caritatevoli, tramite l’associazione Missione possibile onlus, attualmente impegnata in Myanmar, Laos, Cambogia e Haiti.

È la prima volta che la comunità fondata da Vincenzo Muccioli alla fine degli anni ’70 apre un negozio esclusivo. Nella sede di Coriano c’è uno “Sp.accio” dei prodotti confezionati in loco, altri punti vendita sono in catene della grande distribuzione e ipermercati come il Portello di Milano. Non è prevista l’apertura di altri spazi, dato che come afferma l’ufficio stampa “la produzione artigianale non permetterebbe di coprire le esigenze della distribuzione nazionale”.

A San Patrignano oggi sono ospitati circa 1300 ragazzi. Nell’ultimo bilancio disponibile, relativo al 2012, le spese ammontano a 31,3 milioni di euro, coperti per 15 milioni da attività interne, per 14,4 da donazioni e per 1 milione novecento mila euro da progetti pubblici, in particolare finanziamenti per corsi di formazione. L’esperimento di Spazio SanPa si colloca in una realtà economica delicata, costretta a fare quadrare i conti tra autofinanziamento ed elargizioni di denaro proveniente da privati. Quando il nuovo direttivo subentrò ad Andrea Muccioli il bilancio era in perdita. È ancora presto per dire se il negozio milanese farà bene alle casse di San Patrignano oppure no. C’è da augurarsi per la sopravvivenza della comunità che l’influenza dei Moratti non porti a una situazione di passivo, come quella che venne determinata, secondo il giornale ItaliaOggi, dalle scelte imprenditoriali compiute da lady Moratti nel 2000 alla Securfin Holdings, società di famiglia nella quale è tornata a operare, con la carica di amministratore delegato, dopo aver concluso il suo mandato da sindaco di Milano.