Vile con i potenti, la casta governante è sempre inesorabile con i deboli. E più deboli sono – i precari, i malati, i pensionati – e più vengono pestati.

Ora tocca ai precari della scuola. Gli tagliano la monetizzazione delle ferie non usufruite. A Natale non avranno quel migliaio di euro che serviva per ripagare la loro perenne instabilità e l’impossibilità sistemica di godere di ferie e tredicesime alla stregua di chi è di ruolo.

È la spending review, bellezza! Ma non avevamo sentito poche ore fa i voli retorici di Matteo Renzi? “La parola scuola e la parola cultura non sono dei costi, sono degli investimenti “. Camomilla frizzante. In Toscana troverebbero espressioni anche più colorite. Alla vigilia delle primarie Matteo-sotto-la-lingua-niente era stato ancora più tosto: “Tutti hanno provato a riformare la scuola, nessuno l’ha mai fatto ascoltando chi nella scuola ci vive ogni giorno. Lo faremo noi”.

Gli umoristi hanno il dono di riassumere ciò che il popolo, trattato da bue, intuisce al volo. Sul Corriere della Sera Giannelli ha già ritratto il nuovo segretario Pd da Babbo Natale imbonitore.

Purtroppo non è più tempo di risate. Gli italiani, che stanno ai remi, stanno cercando da tempo di avvertire la casta ignorante che non è possibile pestare ancora di più chi lavora e sta in basso e paga le tasse. C’è chi ha ingrossato il serbatoio dell’astensione, chi ha creduto (invano) in Grillo, chi si butta in manifestazioni, chi si accoda ingenuamente agli impresentabili Forconi… Tanti segnali per avvertire i sedicenti timonieri che bisogna cambiare sul serio. A partire dal riscatto di chi è sfruttato dal precariato pubblico e privato.

Ma lassù sono sordi. E più sordo di tutti sembra l’“innovatore” Matteo. Intanto mettiamo agli atti che i furbetti del vecchio condono non hanno pagato, chi fa affari con le spiagge riceve incredibili favori fiscali, i padroni delle slot machine se ne infischiano di pagare il dovuto allo Stato. Mentre il segretario up to date del Pd spiega che la Web Tax sui guadagni miliardari delle compagnie digitali è tanto, ma tanto retrograda. Qualcuno lo avverta che non siamo a Downton Abbey.

Avvocati, ‘schiavi’, architetti ‘saltuari’. Giovani e lavoro, ecco le vostre storie

 

Il Fatto Quotidiano, 17 Dicembre 2013