In attesa di un direttore generale che spenda i 105 milioni messi a disposizione dall’Europa e in attesa dei restauri Pompei continua a sbriciolarsi. E nonostante le polemiche politiche. “Entro il 9 dicembre nomineremo il direttore generale del progetto Grande Pompeì per realizzare al meglio tutti gli interventi necessari” scrive  su Twitter il ministro dei Beni culturali. Ma è proprio sul social che arrivano richieste di un passo indietro di Massimo Bray.

L’ultimo crollo pochissimi giorni fa, lo scorso 24 novembre, crolli di stucchi in Domus e squarci nelle mura delle Terme. Ieri è toccato al muro di una bottega in via Stabiana. Venuto giù anche una parte di intonaco della Casa della Fontana piccola. Non si arresta, dunque, la conta dei danni negli Scavi di Pompei. E mentre la Soprintendenza ai beni archeologici di Napoli e Pompei rassicura che i lavori di ripristino partiranno con urgenza, a metà mese, si scatena la polemica sui social. Su Twitter alcuni ricordano che nel 2010 il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano aveva tuonato contro “la vergogna”del crollo della domus dei Gladiatori e che dai partiti del centrosinistra erano state chieste le dimissioni dell’allora ministro Sandro Bondi. Il giornalista Nicola Porro: “Aspetto la richiesta di dimissioni di Bray da parte della sinistra e la sua difesa di Bondi”. 

La Sovrintendenza fa sapere che da metà dicembre,inizieranno i lavori per la messa in sicurezza di tutte le murature della Regio VII del sito archeologico. I lavori partiranno in via di urgenza con il ripristino della parte superiore proprio del muro della bottega (Regio VII insula I, civico 29) adiacente a via Stabiana. Subito inizieranno i lavori di messa in sicurezza delle Regiones VI (l’anno scorso un muro aveva ceduto a causa del maltempo) e VIII, le cui gare sono in via di conclusione. Si spera che così venga superato “il fenomeno del degrado delle murature, spesso realizzate, come in questo caso, con pietrame minuto e malta molto povera”. 

A breve, almeno così fa sapere il ministero, verrà nominata la squadra guidata da un direttore generale del Grande Progetto Pompei (che potrà così finalmente spendere i 105 milioni di euro stanziati dall’Europa), per realizzare tutti gli interventi di messa in sicurezza, restauro e valorizzazione necessari per il rilancio del sito archeologico.

Ma intanto il sindacato accusa. Per il rappresentante della Cisl degli Scavi, Antonio Pepe, gli ulteriori crolli avvenuti negli Scavi di Pompei sono, infatti, ”un segnale che la Sovrintendenza si deve dare da fare, perché la manutenzione ordinaria è stata trascurata da troppi anni e i crolli ne sono la conseguenza”. ”Non è nemmeno giustificabile il fatto che negli scavi di Pompei al momento siano disponibili solo tre operai – sottolinea Pepe – perché la Sovrintendenza dispone di altro personale restauratore e operaio in altri siti che può spostare a Pompei, riorganizzando i servizi, per fare fronte all’emergenza, come sollecitato da tempo”.