Neanche la scissione calma gli spiriti. E neanche gli effetti – apparentemente positivi – nei sondaggi che vedono un’eventuale coalizione di centrodestra aumentare i propri consensi. Ora semmai però il problema diventerà farla, questa coalizione. Tra Forza Italia e Nuovo Centrodestra, infatti, finisce peggio di quanto ci si poteva immaginare: non volano gli stracci, ma gli insulti. Finisce certamente peggio di quanto auspicato dallo stesso Silvio Berlusconi. Anche se, certo, negli ultimi vent’anni ci si è abituati a tutto: prima ci si è detto di tutto e poi si è sono formate alleanze indissolubili (dal “mafioso” dei leghisti al Cavaliere prima di diventare i più fedeli alleati a Daniela Santanchè che accusava l’ex capo del governo di vedere le donne solo orizzontali). Da una parte, dunque, c’è Angelino Alfano che riunisce ministri, deputati, senatori, europarlamentari e consiglieri regionali al teatro Adriano e annuncia che il suo nuovo movimento (“Il valore aggiunto per battere la sinistra”) sarà presentato ufficialmente il 7 dicembre. Con l’occasione manda a dire a Berlusconi “che che qui c’è gente che gli vuole bene, ma si era stancata dell’idea che il nostro movimento finisse in mano a radicali ed estremisti e che non accettava che la capacità di sintesi e grande equilibrio del nostro presidente venisse violentata ogni giorno“.

Quanto basta per far scendere la Santanchè in trincea:  “Altro che noi estremisti e loro moderati! Alfano e il suo Nuovo Centro Destra sono come quelle cellule di terroristi che col sorriso sulle labbra e vigliaccamente sparavano alle spalle dei loro obiettivi, con la complicità morale dei salotti della sinistra”. Michaela Biancofiore aggiunge che se Alfano è davvero un leader chiederà al Pd di evitare il voto di decadenza di Berlusconi: “In caso contrario, come temo, le sue parole equivalgono, tanto per rimanere nell’ambito del vangelo da lui citato, al bacio di Giuda”. E c’è da scommettere che i toni tra le varie famiglie del centrodestra impenneranno in un climax che troverà la tensione più alta nel giorno del voto della decadenza, fissato per il 27 (anche se a destra si vorrebbe ulteriormente rinviare).

Al teatro Adriano di Roma si acclama “Angelino” e si cita il Re Leone. Non è una “convention”, è una festa fondativa. Con amministratori locali a far staffetta sulla pedana (non un palco), animato da Maurizio Lupi, che invoca spensieratezza e si presenta sorridente: “Sarò il vostro Fiorello”. Non risuonano più, nelle orecchie del Nuovo centrodestra, le note melodie di “Meno male che Silvio c’è”. “Hakuna matata! Avanti con spensieratezza!”. Cita il Re Leone, Lupi, ispirato dalla giovane mamma e collega di governo Nunzia De Girolamo, che nel cuore del suo intervento pone la citazione del cartone: “‘Ricordati chi sei’, viene ripetuto al giovane leone”.

I riferimenti biblici di cui parlava la Bianforiore, invece, sono quelli di Alfano che esordisce confessando la propria emozione (“Non credo che sia un limite o una debolezza confessare in pubblico i propri sentimenti”) e sceglie il Discorso della montagna del Vangelo di Matteo, con il suo “invito a passare sotto la porta stretta”. Poi ricorda Paolo VI e la parola “carità”. In sala, prima e dopo gli interventi, abbandonati i jingle berlusconiani (“Meno male che Silvio c’è” e “Azzurro libertà”) vengono diffuse canzoni pop. Basta con le liturgie da convention: il Nuovo centrodestra intende andare sul territorio, a “farci il mazzo” nei “mercati e nelle sagre”, tra la gente. “Noi siamo quelli delle preferenze, gli altri sono quelli di ‘X Factor’ e ora non ci interessano più”, riassume al microfono Giacomo Bugaro, consigliere regionale marchigiano. Ancor più esplicito il siciliano Francesco Cascio: “Se fossimo ancora con loro”, i cugini di Fi, “oggi a presentare non ci sarebbe Lupi ma una velina che poi ci troveremmo a Montecitorio. Noi siamo la good company e abbiamo alienato la bad company”.

Ma da Forza Italia arrivano solo bombardamenti. “Alfano – ricorda l’ex presidente della Regione Lazio Renata Polverini – farebbe bene a non dimenticare da dove proviene e chi ringraziare per essere al Governo. Mi sembra che le accuse di estremismo oltreché ingenerose nei confronti di coloro che hanno condiviso con lui una grande stagione politica prima in Fi poi nel PdL appaiono come un vano tentativo di coprire un vuoto nel propri programmi. Se come ha affermato più volte in questa commedia mattutina, veramente vuole bene a Silvio Berlusconi, si occupi piuttosto dei temi seri che interessano gli italiani”. L’ex ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini aggiunge che il vicepresidente del Consiglio “cerca di nascondere il vuoto di proposte che caratterizza il governo e il contributo di Ncd al governo degli indecisi-a-tutto, dando dell’estremista a Berlusconi e al suo partito. Non solo, con questo suo mantra del ‘non abbiamo paura’ tratta il partito di Berlusconi come una squadra di picchiatori. In questo modo incoraggia contro Berlusconi il livore della sinistra”.