Per chi è cresciuto a pane e politica è un appuntamento di quelli che mai si potrebbero perdere. L’8 dicembre non è solo il giorno in cui il Partito Democratico sarà chiamato a scegliere il segretario nazionale tra Matteo Renzi, Gianni Cuperlo, Pippo Civati e Gianni Pittella. In Puglia, è soprattutto il giorno dello scontro diretto tra i due titani del Pd di queste parti: Massimo D’Alema e Michele Emiliano. Il primo capolista per Cuperlo, il secondo candidato a guidare la squadra del collega fiorentino. Entrambi nelle prossime ore ufficializzeranno le proprie candidature con il beneplacito di chi assapora già un congresso scoppiettante. E nel tacco d’Italia, inevitabilmente, l’aria si fa frizzante. Sia tra chi ha tentato invano di far desistere l’ex premier dal candidarsi per l’ovvio svantaggio di partenza e sia tra chi inizia a temere di non avere la vittoria in tasca come credeva.

La fase precongressuale, infatti, ha consegnato una geografia democratica decisamente rinnovata rispetto a qualche mese fa. La Puglia si è scoperta renziana con un rotondo 42% rispetto al 33,6 raggranellato dallo sfidante. Il feudo dalemiano, però, ha retto l’onda d’urto del fiorentino sia a Bari che nel Salento. Qui Gianni Cuperlo ha battuto di gran misura Matteo Renzi. Ed è proprio qui che, ora, scendono in campo direttamente i pezzi da novanta. E l’animo con il quale vivono questo appuntamento è diametralmente opposto. Ironico e pungente Michele Emiliano, silenzioso e operativo Massimo D’Alema.

“D’Alema si candida? – commenta divertito il sindaco di Bari – ci sono rimasto malissimo. Pensavo si occupasse di cose più importanti”. In che senso? “Una persona che potrebbe fare il presidente della Repubblica o della Commissione europea, che perda tempo a candidarsi in una elezione primaria”. Sebbene poco prima Emiliano avesse, senza ironia alcuna, definito Cuperlo “la provocazione di D’Alema, che una volta eletto segretario non avrebbe alcuna autonomia”. Più moderata la virata arrivata in serata. “Non si candida contro di me – ha twittato il primo cittadino fumando il calumet della pace – Sarà un appassionato confronto”.

Dall’altro lato, invece, silenzio assoluto. D’Alema non si scompone e non lancia, per ora, frecciate al suo “avversario”, ma basterà attendere pochi giorni visto che in Puglia approderà non appena fischierà il novantesimo per la presentazione delle liste. Gli ambienti a lui vicini, digerita questa discesa in campo diretta, fanno notare che ad essere stupito per l’altrui candidatura dovrebbe essere in realtà proprio l’ex segretario dei Ds, visto che quello dell’8 dicembre sarà il terzo appuntamento con l’assemblea nazionale che lui attende da Bari.

Le squadre dei quattro candidati sono a lavoro. Fatte salve proroghe delle ultime ore – potrebbe slittare dal 25 al 28 la scadenza per la presentazione delle liste – le prossime saranno ore febbrili per completare le liste che dovranno far pendere la bilancia per l’uno o per l’altro. I dalemiani serrano le fila per recuperare terreno. Non sono pochi i segretari dei circoli cittadini del barese e del leccese che avrebbero ricevuto dai maggiorenti del partito l’ordine di cambiare la rotta di navigazione, spostandola da Renzi a D’Alema rinforzando, con nomi convincenti, le liste cuperliane. Cosa che crea non poche preoccupazioni in chi, ora, dovrà cercare di spiegare ai propri tesserati l’inversione di marcia. E naturalmente scatta il toto nomi in ogni provincia.

A Lecce i sostenitori del sindaco di Firenze hanno incassato il colpo. A parte la quasi scontata candidatura del giovane renziano della prima ora, Paolo Foresio, per il resto le caselle sono ancora vuote. L’area Franceschini e quella Letta non si sono dimostrate un forte sostegno nella prima fase del congresso. Spetterà, dunque, a Renzi in persona decidere se concedere loro ampio spazio come da accordi nazionali oppure sacrificarli per rinforzare la sua lista con nomi attinti dalla società civile. In casa Cuperlo, spaccature a parte, il gioco è molto più semplice. Può contare su molti big del partito, a cominciare dall’avvocato Friz Massa. A Brindisi, invece, il parlamentare renziano ed ex dalemiano Nicola Latorre dovrà battere la concorrenza dei consiglieri regionali Epifani e Amati. “La cosa rilevante è che vinca Renzi. Quanto alle liste io ho minor talento per il Porcellum rispetto a Latorre”, commenta ironico l’ex assessore regionale che – fa notare – essere diventato renziano “già da quando si pensava potessimo finire a Guantanamo”. Ancora in alto mare le liste nelle altre province. Quindi, si lavorerà alacremente per tutto il fine settimana. La notizia della candidatura di D’Alema rimescola le carte e costringe i più a rivedere le bozze approntate fin qui. “La volpe del Tavoliere – commenta un alto dirigente – non ha nessuna intenzione di perdere il pelo”.