Legge sugli stadi da approvare entro il primo gennaio, seguendo l’emendamento proposto da Nardella (Pd), pieno sostegno alla candidatura olimpica di Roma 2024, e più soldi per lo sport di base: queste le promesse che Enrico Letta ha fatto di prima mattina al Palazzo H del Foro Italico di Roma, nella sede del Coni. L’incontro era previsto da tempo, con il premier atteso per dare il suo supporto alla candidatura di Cortina d’Ampezzo ad organizzare i Mondiali di sci del 2019, ma date le circostanze era inevitabile partire dai fatti di Salerno. Il derby farsa tra Salernitana e Nocerina, uno scandalo di dimensioni assai complesse che ha avuto eco su tutta la stampa mondiale, su cui Enrico Letta si è limitato a sostenere la “tolleranza zero” e a richiamare “i valori positivi dello sport”. Senza però specificare come la tolleranza zero (verso chi, innanzitutto?) possa risolvere problemi strutturali che sono alla base del movimento calcio.

Sul problema stadi, Letta è stato un minimo più incisivo, dicendo che “il governo presenterà alla legge di stabilità un emendamento che risolva il problema dell’impiantistica sportiva che in Italia è complessivamente deficitario”. Ovvero il recente emendamento proposto dal ‘renziano’ Nardella alla vecchia Legge Stadi che era stata più volte bocciata in parlamento e languiva inerte. “Nei prossimi giorni ci sarà la presentazione dell’emendamento e l’appello che faccio al parlamento è di approvarlo per avere da gennaio 2014 un quadro normativo coerente – ha detto – Abbiamo bisogno d’impianti sportivi moderni, senza barriere architettoniche, che possano essere usati sempre durante tutta la settimana”. Parole che hanno ricevuto l’appoggio del presidente del Coni Giovanni Malagò, che ha ringraziato il premier per “l’impegno a chiudere la vicenda degli impianti e non degli stadi, proprio perché non si tratta di una legge per le grandi società di calcio, ma per tutto lo sport”.

In attesa dell’incontro pomeridiano tra il sindaco di Roma Marino e quello di Milano Pisapia – il primo passo perché una delle due città formuli una richiesta ufficiale, come ha spiegato Malagò – il premier Letta ha ridato vigore alla speranza olimpica. “Dobbiamo fare di questa legislatura la costituente dello sport italiano – ha detto – Alle Olimpiadi ci credo e vale la pena provarci. Dobbiamo organizzarci bene per vincere e sfociare in un altro grande successo per l’Italia”. Intervento concluso tra gli applausi, tra cui quelli di Malagò che ha spiegato: “Per quanto riguarda la candidatura olimpica, anch’io credo che possiamo provarci e che ne valga la pena, e su questo la Giunta e il Consiglio si pronunceranno quando ci sarà la richiesta ufficiale del sindaco di una città. Per questo oggi pomeriggio incontro Pisapia e Marino”. Allo stato delle cose è Roma che dovrebbe avanzare la candidatura da sola, e Milano metterà a disposizione alcuni impianti, dai palazzetti al galoppo, per rilanciare la zona dell’Expo 2015.

Infine l’ultimo argomento toccato da Letta è sicuramente il più scottante, ovvero il finanziamento dello sport. “Nella legge di stabilità prevediamo il finanziamento del cinque per mille proprio per aiutare le società. La nostra legislazione sportiva è frammentata e crea situazioni complesse. Dobbiamo mettere ordine normativo – ha detto il premier – Per questo è importante questo forum ‘destinazione sport’ (un gruppo di lavoro voluto dallo stesso Letta i cui lavori partiranno proprio oggi ndr.), per dare una mano al governo a proporre al parlamento il rinnovamento”. Eppure, al di là dei ricordi del premier bambino sulla sua prima palestra a scuola e una citazione non troppo a proposito del compianto Pietro Menneauno che invece a questo modo di gestire lo sport si è sempre opposto, come aveva raccontato a ilfattoquotidiano.it – la situazione economica dello sport di base in Italia resta drammatica. Non solo. Almeno quattro federazioni non hanno depositato i bilanci, come spiega la Gazzetta dello Sport, e pertanto non potranno nemmeno accedere ai futuri finanziamenti. 

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