La Cisl, con la crisi imperante, è costretta alle pulizie di casa. Soprattutto sul lato della struttura finanziaria, dismettendo le attività estranee a quella tipicamente sindacale e che qualche guaio hanno finora creato al suo segretario, Raffaele Bonanni. Il quale, non volendo più essere associato ad attività che poco hanno a che vedere con la tutela dei lavoratori e che, in alcuni casi, denotano un vistoso conflitto di interessi, ha deciso di sbaraccare tutto. Nel corso dell’estate è iniziata la ritirata strategica: dismissioni di quote azionarie in attività di viaggio e turismo, via la cooperazione internazionale ma, soprattutto, marcia indietro nella gestione della società più importante del mondo Cisl. Eustema nasce a fine anni ‘80 su iniziativa di tre giovani ingegneri di area Cisl che andarono dall’allora segretario, Franco Marini, per chiedere sostegno nell’avvio di una struttura, allora innovativa, di ingegneria informatica, allestimento di software, realizzazione di siti web e gestioni integrate per aziende pubbliche e private. Si cominciò con una joint-venture con la società leader del settore, la Olivetti, e la stessa finanziaria della Cisl, la Finlavoro.

L’azienda è cresciuta molto arrivando, lo scorso anno, a fatturare oltre 43 milioni di euro con un utile netto di 1, 5 milioni. A supportare questa crescita, un parco clienti di tutto rispetto: strutture come A 2 A, Adr, Bnl, Agenzia del Demanio, Comune di Roma, Consiglio di Stato, Enac e Enav, Ferrovie dello Stato, Guardia di finanza, Ibm, Inail e Inps, vari ministeri, Poste Italiane, Telecom Italia e molte altre. L’anomalia è facilmente intuibile: una lunga lista di strutture pubbliche, in cui il ruolo della Cisl è tutt’altro che secondario, sostengono l’attività, e gli utili, di un’azienda di proprietà della stessa Cisl. Conflitto di interessi del tutto particolare, quindi, tanto che nel 2011, Cgil, Cisa e Usb dell’Inps firmarono un documento comune per denunciare un possibile “conflitto di interessi o almeno una questione etica”. I competitori della Cisl denunciavano che “la spesa per informatica dell’Istituto previdenziale è cresciuto dai 185 milioni del 2006 ai 500 milioni del 2011”.

La partecipazione della Cisl in Eustema, fino a quel momento, era suddivisa tra la finanziaria del sindacato, Finlavoro e la federazione dei pensionati. Ma nel 2010 iniziano una serie di operazioni finanziarie. Viene costituita una struttura ad hoc, Innovazione lavoro Srl cui viene conferito il 33, 6 % di Eustema. Innovazione lavoro, a sua volta, faceva capo a un’altra struttura, Laboratorio del lavoro, associazione “non riconosciuta” che ha sede a Roma, in via Ancona 20, stesso indirizzo della controllata e facente capo al segretario Cisl, Raffaele Bonanni e al fiduciario del sindacato di via Po per tutte le operazioni finanziarie, Donatello Bertozzi.

Nell’agosto di quest’anno, però, Laboratorio del lavoro, in ossequio alla linea di dismissione, vende le proprie quote in Innovazione lavoro a due società, E-World Consultants e Marises srl, che fanno riferimento ai due fondatori di Eustema, Enrico Luciani e Stefano Buscemi, oltre che a fiduciarie emanazione di banche popolari. Quest’ultime, però, a maggio vendono le proprie quote ai parenti dello stesso Luciani. L’incasso della cessione è significativo: 1, 5 milioni di euro che Laboratorio del lavoro, assicurano in Cisl, “ha provveduto già a girare nelle casse del sindacato”. Si tratta di un introito straordinario importante per il bilancio del sindacato che, nel 2012, ha chiuso con una perdita di 1, 13 milioni di euro.

Resta la stranezza di un’operazione che vede come controparti società che hanno tutte la stessa sede: anche E-World, infatti, ha domicilio in via Ancona 20. La Cisl assicura che si tratta di una compravendita in cui si sono impegnati i dirigenti di Eustema “i quali hanno a cuore il futuro della società” ma allo stesso tempo ammette che l’azienda inizia a soffrire sul fronte delle commesse pubbliche. Strano, quindi, che i due dirigenti si assumano un peso così rilevante. Va comunque detto che la Cisl resta in Eustema con Finlavoro, detenendo direttamente il 35 % delle quote, garantendo, per il momento, la presenza e l’accesso a eventuali dividendi. Grazie ai quali, Finlavoro può registrare a bilancio immobilizzazioni finanziarie per 1, 6 milioni di euro di cui oltre un milione detenuto in fondi di investimento.

Se l’annuncio di ritirata strategica è quindi parziale sul fronte finanziario – e visto l’intreccio tra le società, non del tutto certo – la Cisl non dismette certamente la proprietà immobiliare fondata su 5000 locali, tutti utilizzati per la propria attività sindacale, e fiore all’occhiello dell’organizzazione. Ma resta in piedi la partecipazione a un’altra struttura inconsueta, la Marte broker, società di brokeraggio assicurativo posseduta al 50 % con il Gruppo Gpa che, come recita la brochure aziendale, “ha maturato una notevole esperienza nel settore degli Enti pubblici”. Tra i clienti, infatti, ci sono “oltre 700 tra Enti e Aziende pubbliche” rappresentati in larga misura da Enti locali, Aziende sanitarie e ospedaliere, Società di Servizi pubblici. Alcuni esempi: il Comune di Bologna, le regioni Emilia Romagna, Marche e Sicilia, il Ministero della Salute, le province di Livorno e Bologna, le autorità portuali di Salerno e Savona, le società di trasporto pubblico di Milano o di Firenze, l’università degli Studi di Pavia o la Scuola superiore S. Anna di Pisa. Ancora strutture pubbliche in cui la Cisl è forte e opera con vigore. Anche finanziario.

Da Il Fatto Quotidiano del 30 ottobre 2013