Matteo Renzi continua a stare in silenzio, Gianni Cuperlo fa di tutto per sottolineare le differenze con il sindaco di Firenze, intanto i loro collaboratori e i loro candidati continuano a darsele di santa ragione. Da una parte infuria ancora la battaglia tra le due mozioni principali sul conteggio delle segreterie provinciali già assegnate. In un continuo botta e risposta tramite agenzie di stampa – davvero molto interessante per la base – i cuperliani dicono di aver vinto per il momento 49 (segretari provinciali) a 35, i renziani rispondono che è impossibile dirlo e che tutto ciò ha l’effetto di rovinare il congresso. Dall’altra parte resta ancora tutta intera la vicenda dei nuovi tesseramenti sospetti che ha avuto le sue nuove puntate ad ogni latitudine del Paese. Lo stesso ex Ds non molla e chiede lo stop a partire dal 7 novembre, il post-rottamatore è totalmente contrario, anche perché il suo vero timore è che la partecipazione alle primarie sia, se non un flop, inferiore a quella soglia di 3 milioni di partecipanti raggiunta in tutte le incoronazioni dei leader Pd. Sullo sfondo c’è appunto Cuperlo che – da sfidante – ha ribadito oggi in tutti i modi i tanti motivi per cui lui con il sindaco di Firenze non ha niente a che fare.

In una situazione che si sta facendo incandescente il segretario uscente Guglielmo Epifani cerca di tenere un ruolo di garanzia. Già domani – mercoledì 6 – terrà una conferenza stampa nella quale farà chiarezza sui “vincitori” nazionali nell’elezione dei segretari provinciali, tirati da una parte e dall’altra per rivendicare la vittoria della prima fase. Soprattutto i renziani sono sul piede di guerra da quando il coordinatore della campagna di Cuperlo Patrizio Mecacci ha parlato di un successo 49 a 35. “Se davvero – incalza il renziano Francesco Bonifazi – pensa che sia finita 49-35 dica quali sono i 49 e quali sono i 35. Altrimenti taccia perché con questo atteggiamento sta soltanto provando a rovinare il congresso”. Ai sostenitori del sindaco risponde il deputato cuperliano Roberto Rampi: “Evidentemente i congressi provinciali hanno valore nazionale quando è utile a Renzi e, viceversa, han valore locale quando dimostrano autonomia. Forse sarebbe utile non lasciarsi prendere la mano e, per rispetto nei confronti dei segretari eletti e degli iscritti che hanno votato, evitare simili strumentalizzazioni”.

Cuperlo: “Chi fa il segretario assolva il mandato per intero”
Cuperlo chiede lo stop del tesseramento almeno il 7 novembre, ma manda un messaggio chiaro al suo principale avversario: “Io penso che chiunque avrà il compito delicato della segreteria del Pd dovrebbe assolverlo per l’interezza del suo mandato”. Infatti “bisogna chiudere una stagione” nella quale chi guida il Pd usa la segreteria “come trampolino per fare altro”. E in effetti esclude di nuovo che ci possa essere un possibile ticket con Renzi per guidare il partito. “Adesso dobbiamo decidere chi avrà il compito di guidare il partito e chiunque avrà questo compito dovrebbe svolgerlo per l’interezza del mandato”, ha ribadito.

Roma, ultimo giorno di votazione nel caos. In testa il candidato vicino a Bettini
Ancora caos nei circoli territoriali, nel frattempo. L’ultimo giorno di voto per l’elezione del nuovo segretario romano, per dirne una, si chiude all’insegna delle polemiche, così come avvenuto durante l’intera campagna elettorale a causa dei cosiddetti tesseramenti dell’”ultim’ora”. Il circolo del Versante Prenestino, nel VI Municipio, ha deciso di revocare il congresso a causa dei “gravi episodi di compravendita di tessere” e degli “atteggiamenti minatori e provocatori subiti da alcuni iscritti e già segnalati”. “Di fronte a un fenomeno di ‘ipertesseramento’ mosso da interessi che nulla hanno a che vedere con il coinvolgimento dei cittadini alla partecipazione e militanza nel Pd – si legge in una nota – Il circolo ha deciso, nei suoi limiti, di opporsi a questa immorale degenerazione, in difesa dei veri militanti di questo partito”. Intanto, battibecchi e polemiche si registrano anche nel circolo di Tor Bella Monaca, dove alcuni iscritti lamentano un “anomalo” aumento dei tesserati in concomitanza del voto.

Oggi dunque si chiudono le operazioni di voto, che in queste settimane hanno fatto discutere per la possibilità, prevista dal regolamento nazionale del partito, di poter iscriversi e votare per uno dei candidati anche a votazioni in corso. I risultati elettorali, quando mancano una manciata di congressi all’ appello, vedono in testa l’ex assessore regionale Lionello Cosentino, dell’area di Bettini, che però si ferma al 45% delle preferenze. Al ballottaggio affronterà il “giovane turco” Tommaso Giuntella, che ha riportato il 35%. Decisivo sarà il renziano Tobia Zevi che, con il suo 15%, potrebbe spostare l’ago della bilancia per l’uno o per l’altro candidato. Fanalino di coda è la ricercatrice Lucia Zabatta, dell’area di Pippo Civati, che ha ottenuto il 5% dei consensi. L’assemblea è in programma venerdì e sabato prossimo, anche se voci di partito parlano di un possibile slittamento di un’ulteriore settimana.

Le polemiche in Calabria
Ma problemi spuntano anche in Calabria. Per esempio a Crotone, dove il candidato dell’area Cuperlo alla segreteria provinciale, Giuseppe Dell’Aquila, in una nota, sostiene che in alcuni Comuni del Crotonese si è verificato “un eccessivo ricorso al tesseramento di massa, nella città capoluogo ed anche in realtà, piccole e piccolissime, dove gli iscritti al Pd sono risultati aumentati del 300-400%”. Idem a Cosenza: “Finisce nel caos il congresso provinciale al quale partecipa una sola parte, quella del cuperliano Luigi Guglielmelli – scrivono i renziani – Dopo una miriade di contestazioni e notevoli irregolarità, tutte puntualmente esposte e denunciate agli organi di garanzia, si registrano sul finire, nuovi ed eclatanti casi di violazione dei regolamenti”. A Rossano, ad Acri, a Santa Sofia d’Epiro, dicono.

Il confronto tv tra i quattro candidati
Infine i candidati alla segreteria nazionale si preparano al confronto in diretta tv che sarà organizzato su SkyTg24. Secondo l’AdnKronos, tutti i concorrenti in lizza hanno dato la loro disponibilità. Non basta questo, però, a dire che Renzi, Cuperlo, Pippo Civati e Gianni Pittella, parteciperanno tutti al confronto, che sarà fissato quasi sicuramente il 29 novembre; non basta perché in sede congressuale si andrà, a norma di Statuto, alla verifica del raggiungimento della soglia minima di consensi ricevuti per concorrere alle primarie dell’8 dicembre. I quattro, quindi, potrebbero scendere di numero.