Quand’era nei ranghi del Movimento Cinque Stelle rinunciò all’auto blu che gli spettava di diritto dopo essere stato eletto vicepresidente dell’Assemblea Regionale Siciliana. Adesso però, dopo l’espulsione dal movimento di Beppe Grillo, Antonio Venturino ci ha ripensato. E ha richiesto di potere usufruire di quell’automobile con tanto di lampeggiante e di autista pagato dal Parlamento siciliano.

“Noi rinunciamo a questo tipo di benefit, la macchina rimarrà parcheggiata da qualche parte”, diceva il vicepresidente dell’Ars, in un video diffuso dal blog di Grillo nel dicembre scorso. Quell’auto parcheggiata ci rimase poco. Nel maggio scorso infatti Venturino entrò in rotta con gli altri quattordici deputati dei Cinque Stelle, e venne espulso dal movimento. Il motivo? Per alcuni mesi non aveva restituito neanche un euro del suo stipendio e chiedeva di non rendicontare le spese sul web, contrariamente a quanto fanno gli altri deputati. “Si tiene i soldi? È un pezzo di merda”, aveva tuonato Grillo, dopo aver ospitato sul suo blog il volto di Venturino che annunciava in pompa magna di aver rinunciato ad ogni benefit.

“I miei colleghi si concentrano solo sui conti e non sulle divergenze di pensiero in natura politica”, si era difeso il diretto interessato, che dopo l’espulsione ha fondato un movimento tutto suo, Italia Migliore, passando al gruppo Misto, però, e rimanendo vicepresidente dell’assemblea senza dimettersi, come chiedono ancora oggi gli altri deputati del M5S. Al contrario Venturino ha rilanciato chiedendo dopo l’espulsione l’utilizzo dell’auto blu, tanto deprecata quando era ancora un nemico giurato degli sprechi. L’8 agosto scorso ne ha chiesto all’Assemblea l’assegnazione, e due settimane fa è arrivato l’ok dagli uffici di Palazzo dei Normanni: l’ex grillino pentito usufruisce oggi dell’auto e dell’autista che fino al 10 agosto erano nelle disponibilità del pidiellino Francesco Cascio, ex presidente dell’Ars. “Questo dimostra come Venturino abbia rotto col movimento per motivi grettamente economici e non politici come invece dice”, lo attacca il capogruppo del M5S Giancarlo Cancelleri.

“È tutto nella norma, dato che quell’autista doveva essere comunque assegnato a qualcun altro ho preferito che venisse destinato a me, che utilizzo la macchina solo per impegni istituzionali”, garantisce il vicepresidente dell’Ars, recentemente corteggiato dall’Italia dei Valori del nuovo segretario Ignazio Messina. Il difficile rapporto tra Venturino e le automobili, tra l’altro, non è una novità. Quand’era ancora un militante della lotta alla casta, Venturino venne infatti beccato mentre si trovava a Catania in visita dal console statunitense, con un’auto di servizio dell’Assemblea Regionale. “È un’auto aziendale, la uso perché non ho un’automobile di mia proprietà”, fu la giustificazione fornita quella volta. La macchina, Venturino l’avrebbe comprata soltanto alla vigilia dell’espulsione dal M5S, dato che raccontò di non aver restituito nulla di alcuni suoi stipendi, proprio per comprarsi un’auto. “Spostarsi con l’autobus – disse – è troppo complicato e per questo con le somme di stipendio non restituite ho acquistato una station wagon usata, di colore blu”. Un cromatura che gli deve piacere molto, dato che adesso le auto di colore blu nelle disponibilità di Venturino diventano due. Una la pagano i contribuenti, insieme allo stipendio dell’autista.

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