“Col passaggio alla Camera del ddl sulla stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione si sta cercando di sistemare con contratti a tempo indeterminato anche i portaborse e gli assistenti dei politici locali assunti a chiamata diretta, cioè che non hanno mai sostenuto un concorso pubblico”. E’ la denuncia che fa ai microfoni de “L’aria che tira”, su La7, il deputato di Scelta Civica Irene Tinagli, commentando il decreto D’Alia sulle pubbliche amministrazioni. “Con questo ddl” – continua – “adesso tutti stanno cercando di ampliare le maglie per fare entrare più persone possibili, magari amici e parenti. Noi stiamo cercando di tenere alta la barra per fare in modo che questo avvenga secondo criteri di equità e di giustizia”. Di diverso avviso è Giampiero D’Alia, ministro per la Pubblica Amministrazione, che spiega: “Si tratta di un emendamento parlamentare, nato dal caso dei collaboratori dei consiglieri regionali del Piemonte. Non è quindi un’iniziativa del governo, che è intervenuto precisando che queste procedure acceleranti possono riguardare soltanto coloro i quali nel 2006-2007 si sono sottoposti ad una valutazione, quindi a un concorso pubblico”. Ma la Tinagli non ci sta: “Secondo noi non è corretto, perché i lavori a tempo indeterminato nella pubblica amministrazione vanno fatti tutti con il concorso aperto dove tutti si possono misurare“. E aggiunge: “Noi diciamo che magari chi è già dentro il sistema può avere dei punteggi preferenziali in concorsi aperti a tutti, ma non delle corsie preferenziali solo per loro, perchè così tagliamo fuori intere generazioni di giovani