Diciotto giorni di digiuno integrale (“Tranne tre cappuccini al giorno”) per chiedere l’abolizione del Porcellum. Roberto Giachetti, deputato del Partito democratico, non molla. “Mi sento un po’ fiacco ma sto bene – spiega a Montecitorio con qualche difficoltà dovuta alla fatica – purtroppo va molto meno bene dal punto di vista parlamentare, la situazione è molto bloccata”. Se c’è qualcosa che si muove, spiega Giachetti, è per merito di Matteo Renzi: “Da quando ho iniziato lo sciopero nel mio partito ho preso solo insulti. Per fortuna ora Renzi ha fatto di questa battaglia uno degli argomenti centrali della sua candidatura alla segreteria”. E con il premier Enrico Letta come sono i rapporti? “Non ci ho parlato – risponde Giachetti -, ma so qual è la sua posizione. Lui era a favore anche del Mattarellum, ma chiese di votare contro quando presentai la mia mozione, perché avrebbe messo a repentaglio la vita del governo. La legge elettorale non si può fare con i ricatti del Pdl, con una maggioranza trasversale avremmo i numeri sia alla Camera che al Senato”. La battaglia contro il suo stesso partito, non fa sentire Giachetti lontano dal Pd: “Il partito è la sua base: militanti ed elettori. Il sostegno alla mia iniziativa nei circoli è totale. Quello che manca è la comprensione dei vertici del Pd, ma questo capita spesso”  di Tommaso Rodano