Il Parlamento Ue ha approvato oggi una risoluzione bipartisan sui flussi di migranti nel Mediterraneo dopo il naufragio di Lampedusa (336 morti) in cui si chiede tra l’altro di “modificare o rivedere eventuali normative che infliggono sanzioni a chi presta assistenza in mare”, un implicito riferimento alla legge Bossi-Fini.

“Bisogna fare di più per prevenire stragi come quella di Lampedusa” dice il presidente della Commissione Ue José Manuel Durao Barroso. Giovedì e venerdì è previsto un vertice Ue consacrato anche alle politiche migratorie. Barroso lancia da Strasburgo l’allarme migrazione ed asilo, senza entrare nel merito delle misure da prendere ed assicurando che Bruxelles ha già risposto positivamente alle richieste italiane. Non esistono formule miracolose, spero che si creino canali di gestione e responsabilità comune della politica migratoria europea. “Bisogna aumentare gli sforzi europei e cooperare di più con i paesi di transito e di origine dell’immigrazione”. Di fronte al presidente della Commissione i capigruppo dei socialdemocratici, liberali, verdi e della sinistra unitaria hanno chiesto una regolamentazione del fenomeno e dei flussi a livello europeo. In particolare Hannes Swoboda, leader dei Socialisti e Democratici, ha lamentato che “rinviare al giugno 2014 il dibattito sull’immigrazione è una vergogna”, facendo riferimento alle conclusioni del vertice Ue che rimandano al prossimo anno le misure da prendere in sede comunitari.

Anche il ministro per l’Integrazione interviene nuovamente nel dibattito: “Vanno riviste le norme sull’immigrazione,. Abbiamo un governo di responsabilità – sottolinea Cecile Kyenge -, ed esistono altre vie” per la modifica della legge, in particolare “in Parlamento, e che non riguardano necessariamente il governo”.

Giovedì il presidente francese François Hollande “andrà a Strasburgo con proposte concrete” sull’immigrazione assicura il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius. Il capo della diplomazia francese non è entrato nel merito delle proposte che il governo francese porterà al Consiglio europeo, ma ha insistito sul fatto che “il problema dell’immigrazione va sviluppato dall’inizio alla fine. L’inizio – ha aggiunto – è lo sviluppo, la fine è rafforzare le misure di vigilanza” alle frontiere, “fino a pensare a una capacità di intervento rapido” da parte dell’Europa. Una task force in materia di immigrazione era stata discussa nel precedente foro di Dialogo 5+5 dell’ottobre 2012 a Malta. Tuttavia non figura nell’agenda dei lavori di Barcellona, dove il foro ha un formato economico e settoriale, per la cooperazione rafforzata 5+5, definita dal ministro francese come “concreta, fruttuosa e concentrata”. Secondo Fabius, una efficace risposta all’emergenza dell’immigrazione nei paesi mediterranei del sud Europa passa “ovviamente” anche per “la lotta contro coloro che hanno fatto una fortuna con l’immigrazione, con il traffico di uomini col quale le mafie arrivano a lucrare milioni di euro”.