E’ arrivato il primo punto giudiziario sulla vicenda della compravendita dei senatori. Silvio Berlusconi e Valter Lavitola saranno processati dai giudici della IV sezione penale di Napoli a partire dall’11 febbraio 2014. Per Sergio De Gregorio il giudice per l’udienza preliminare Amelia Primavera ha ratificato il patteggiamento a 20 mesi. Prima però c’erano state le mezze verità del giornalista corruttore a sua insaputa.

Cuore del processo il versamento dell’ex presidente del Consiglio di 3 milioni di euro a De Gregorio perché cambiasse schieramento e contribuisse a determinare la crisi del governo Prodi dopo le elezioni del 2006. La procura di Napoli aveva chiesto il giudizio immediato nei confronti del leader del Pdl, dell’ex senatore dell’Idv e dell’ex direttore dell’Avanti, ma il gip aveva respinto e si è quindi celebrata l’udienza preliminare. 

Lavitola, nelle sue dichiarazioni spontanee davanti al giudice, aveva sostenuto di non sapere di essere stato solo il veicolo della corruzione: “Sono stato corriere inconsapevole. Mi si accusa di avere portato mezzo milione di euro a De Gregorio in un pacchettino. Io ho dato questi soldi black (in nero, ndr), ma sono stato solo un postino, non conoscevo la ragione del pagamento”. La sua deposizione, però, è stata a tratti ambigua, ed è stato difficile distinguere le ammissioni di Lavitola dalle citazioni tratte dalle carte dell’accusa. 

Dopo questa frase nella quale l’ex direttore dell’Avanti sembrava ammettere quindi di aver portato mezzo milione in contanti al senatore De Gregorio per conto di Berlusconi, anche se da mero “corriere inconsapevole”, nel prosieguo delle sue dichiarazioni spontanee ha lasciato un velo di ambiguità: “Anche ammesso che io abbia effettuato questi pagamenti, sono stato un corriere”. Le sue dichiarazioni sono state interrotte dai pm in alcuni passaggi, ma Lavitola ha potuto comunque dare sfogo alla sua verve nei confronti dell’avvocato Niccolò Ghedini sulla cui professionalità ha usato parole pesanti e anche nei confronti di sua moglie: “Per fortuna mi hanno arrestato, la convivenza stava diventando impossibile”.

Nell’udienza è stata ufficializzata anche la nomina del parlamentare Pdl Maurizio Paniz, celebre per aver sostenuto alla Camera che Berlusconi fosse davvero convinto della parentela di Ruby, la giovane marocchina protagonista del processo che ha visto l’ex premier condannato in primo grado per concussione e prostituzione minorile, con l’ex presidente egiziano Mubarak.

L’avvocato di Silvio Berlusconi, Michele Cerabona, ha poi voluto precisare che Lavitola non ha fatto “ammissioni”, come riportato da “alcuni organi di stampa”, ma ha parlato per via “ipotetica”. L’avvocato Cerabona ha preannunciato inoltre che la sua linea sarà quella di sostenere che il reato di corruzione non si configura, dal momento che i parlamentari sono liberi di esercitare le loro funzioni.

Lavitola ha anche affermato di avere consegnato a De Gregorio consistenti somme di denaro provenienti dal finanziamento al quotidiano L’Avanti!, dei quali entrambi erano soci, e che parte del denaro era stato in precedenza prestato da De Gregorio allo stesso Lavitola.

Aggiornato dalla redazione web alle 16,42