Giorgio Napolitano va all’attacco del Fatto Quotidiano. “Solo il Fatto Quotidiano crede alle ridicole panzane come quella del “patto tradito” dal Presidente Napolitano”, scrive l’ufficio stampa del Quirinale. “La posizione del Presidente in materia di provvedimenti di clemenza è stata a suo tempo espressa con la massima chiarezza e precisione nella dichiarazione del 13 agosto scorso“. 

Sul Fatto Quotidiano di oggi è pubblicato un articolo, a firma di Fabrizio D’Esposito, dal titolo: “Il patto con Re Giorgio? Silvio graziato a prescindere” (leggi). In realtà l’articolo dà conto del pensiero diffuso tra i falchi del Pdl, a cominciare da Daniela Santanché, convinti appunto che il presidente della Repubblica abbia tradito una “promessa” di concedere la grazia a Silvio Berlusconi, che dopo la condanna definitiva per frode fiscale al processo sui diritti tv di Mediaset si avvia alla decadenza da senatore, sia per effetto della legge Severino sia per l’interdizione dai pubblici uffici. Scrive testualmente D’Esposito: “Ma qual è il patto tradito, in concreto? I falchi che raccolgono le confidenze di B. non hanno dubbi: ‘Napolitano aveva promesso la grazia motu proprio per la condanna di Mediaset’. Testuale. Diversa, invece, la versione accreditata dal Quirinale e raccolta dal Fatto: ‘Berlusconi voleva una sorta di perdono generale per il suo ruolo di leader in questo ventennio'”.

Il Quirinale, dunque, se la prende con il Fatto, ma manda anche un messaggio forte anche ai falchi del Pdl, che lo hanno accusato apertamente di tradimento anche al di fuori delle colonne del nostro giornale. Così parlava l’altroieri sera, in tv, all’Arena di Massimo Giletti, la Santanchè:  “In Italia ci sono dei traditori, il primo è il Pd perché è venuto meno ai patti. Poi c’è il Capo dello Stato che sta facendo il suo secondo mandato perché lo ha proposto Berlusconi, ma la pacificazione di cui aveva parlato non c’è”. Dall’ufficio stampa del Quirinale non è arrivata nessuna reazione. Oggi anche il sito del Giornale scrive che “dal Pdl trapelano le accuse di aver ‘tradito’ i patti sottoscritti con Silvio Berlusconi al momento della formazione delle larghe intese”. 

Intanto il Corriere della Sera pubblica in apertura di prima pagina e a due colonne un commento di Michele Ainis in difesa di Napolitano dagli attacchi concentrici delle ultime settimane. Attacchi da Berlusconi, “che non se ne fida”, per le vicende giudiziarie di cui sopra. Da Renzi che non ne tollera “i diktat ai partiti”. Dai Cinque Stelle che ne chiedono l’impeachment, e persino dall’ex pupillo Mario Monti che dopo la legge di stabilità ha criticato “l’accondiscendenza” del Colle verso il governo. Fino ai giudici della corte d’assise di Palermo che lo vogliono testimone al processo sulla trattativa Stato-mafia. Insomma, scrive Ainis, “attorno a Napolitano si sta scavando un vuoto”.

E’ la seconda volta in quattro mesi che l’ufficio stampa del Quirinale attacca frontalmente Il Fatto Quotidiano. Il nuovo direttore dell’ufficio stampa e della comunicazione di Napolitano, Maurizio Caprara, è tuttora un dipendente in aspettativa di un giornale concorrente, il Corriere della Sera. A differenza del suo predecessore, Pasquale Cascella, che appena investito dell’incarico quirinalizio si era dimesso dall’Unità.