È stata storicamente dipinta come la madre dei privilegi, la culla dorata di stipendi e pensioni a sei zeri, l’eldorado degli sprechi fuori controllo. Eppure la Regione Sicilia potrebbe presto vedere offuscata la luce di tanta storica abbondanza. Anzi per la precisione più che di luce offuscata a Palazzo d’Orleans potrebbe venire presto a mancare la luce principale, ovvero quella elettrica.

Distratti nel bandire appalti da 42 milioni di euro per una fornitura di pannoloni alle aziende ospedaliere, abituati a vedere i propri direttori generali andare in pensione con un milione e mezzo di buonuscita, confusi dagli oltre trentamila dipendenti che ne popolano corridoi e palazzi, alla fine gli amministratori della Regione Siciliana hanno dimenticato di pagare le bollette per la fornitura della corrente elettrica e per le linee telefoniche. Una dimenticanza non indifferente dato che la Regione è debitrice dell’Enel per 3 milioni e 565 mila euro, mentre un altro milione spetta alla Telecom, per un totale di 4 milioni e mezzo di bollette non pagate. Non certo una bazzecola, dato che Enel e Telecom, dopo aver inviato decine di solleciti, sono pronti a staccare i fili di corrente e telefono a tutti i palazzi della Regione Siciliana. E l’ipotesi non è certo velleitaria se a metterla nero su bianco in una delibera del 9 ottobre scorso è l’assessore alla Funzione Pubblica Patrizia Valenti.

“Al fronte dell’eccessivo protrarsi della situazione debitoria pregressa, e del ritardo nei pagamenti del 2013, sia Enel che Telecom stanno avviando le procedure per la sospensione dei relativi servizi” scrive addirittura in neretto l’assessore di Rosario Crocetta. Come dire che il “taglio” di luce e telefono è tutt’altro che un’ipotesi velleitaria. Anzi l’assessore parla anche di un ulteriore debito della Regione nei confronti delle due aziende, relativo al 2013. Oltre ai quattro milioni e mezzo di euro di bollette non pagate per il 2012, la Regione deve quindi altri soldi a Enel e Telecom. Cifre che per i primi otto mesi del 2013 il quotidiano palermitano livesicilia.it quantifica addirittura in cinque milioni di euro, per un totale che sfiorerebbe dunque quasi i dieci milioni. In una qualsiasi azienda privata, un debito del genere basterebbe per dare il via al totale oscuramento di contatori elettrici e centralini telefonici. La Regione Siciliana però non è un’azienda privata, ed Enel e Telecom hanno addirittura provato a proporre uno sconto: quattro milioni e cento mila euro invece che quattro milioni e mezzo per il 2012. Per il resto si vedrà. La Regione però non può accettare lo sconto, dato che dovrebbe prima chiedere un parere all’Avvocatura: i tempi si allungherebbero e nel frattempo uffici e palazzi regionali potrebbero trovarsi presto in black out elettrico causa morosità. L’unica soluzione è pagare subito e cash. In alternativa manager super retribuiti e deputati regionali con stipendi da favola continueranno a godersi i privilegi garantiti dalla Regione Sicilia, ma al buio e con i telefoni muti.

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