A 17 mesi dalle due scosse di terremoto che hanno messo in ginocchio l’Emilia, scendono in piazza gli abitanti dei comuni più colpiti dal sisma. Domenica mattina, circa 200 persone si sono ritrovate sulla statale che collega Mirandola, Cavezzo e Medolla, nel Modenese, per chiedere alla Regione e al Governo il pagamento dei contributi per la ricostruzione delle proprie case. “Al di fuori del cratere tutti pensano che l’emergenza sia rientrata e che vada tutto bene, ma è solo l’immagine pubblica che le istituzioni trasmettono all’esterno per dimostrare efficenza – denunciano alcuni di loro. Qui i cantieri non sono ancora partiti e molti non possono rientrare nelle proprie abitazioni”. Tra i manifestanti anche alcuni residenti dei cosiddetti Map, i moduli abitativi provvisori, ossia container allestiti nelle periferie di alcuni città. “Vivere nei container è quasi un’impresa – raccontano – il problema più grave sono le bollette delle energia elettrica: spesso arrivano anche fatture da 2.000 o 3.000 euro a famiglia”  di Giulia Zaccariello