Giovedì 10 ottobre il Parlamento europeo ha votato a larga maggioranza per far partire “Eurosur”, un sistema di sorveglianza delle frontiere marittime e terrestri dell’Ue. Droni telecomandati setacceranno il mare palmo a palmo. E dove non arriveranno i droni vigileranno satelliti, sensori installati al largo delle coste e radar.

Entusiasta Cecilia Malmstrom, Commissario europeo agli Affari Interni: Eurosur permetterà di “proteggere le nostre frontiere esterne e aiutare quanti rischiano la vita pur di raggiungere le nostre coste”, rafforzerà lo scambio di informazioni e la cooperazione e “renderà più facile individuare le piccole imbarcazioni di migranti in pericolo e fornire loro assistenza”.

In realtà, a una lettura più attenta del progetto – che dovrebbe partire in dicembre – sembra che l’assistenza ai migranti in pericolo non rientri propriamente tra i compiti di Eurosur. L’obiettivo principale sarebbe infatti la “localizzazione”, non il salvataggio di chi cerca di attraversare il mare per raggiungere le coste europee. “In futuro sapremo con precisione quanti profughi saranno in pericolo”, ha dichiarato Ska Keller, parlamentare europeo dei verdi tedeschi al settimanale Der Spiegel. “Ma non è previsto un migliore coordinamento del salvataggio da parte degli Stati”.

Anzi, i droni potrebbero avvisare con maggiore precisione e tempestività le autorità algerine o libiche, che si occuperebbero poi del rimpatrio, ancora prima che i migranti raggiungano le acque territoriali europee. “Il lavoro sporco lo farebbero gli Stati nordafricani”, continua Keller, paesi spesso criticati dalle organizzazioni per i diritti umani a causa del modo non proprio morbido con cui trattano i profughi.

Un’altra incognita non trascurabile del progetto è il costo complessivo: 244 milioni di euro in base alle prime stime. 874 milioni secondo una ricerca indipendente condotta dalla Fondazione Heinrich-Böll di Berlino. Un flusso di denaro che renderebbe felice l’industria degli armamenti e della sicurezza, sempre ammesso che gli Stati europei riescano a trovare le risorse necessarie. Il tutto per localizzare meglio i “nemici” e rispedirli da dove sono venuti. Con la benedizione delle lobby militari.