Sdraiati sotto la Torre di Pisa con la divisa da intervento, i guanti e gli elmetti per rappresentare la morte possibile di una professione: il pompiere. E’ il flash mob organizzato dai vigili del fuoco del coordinamento nazionale della Usb, l’Unione Sindacale di Base. Una cinquantina di vigili del fuoco, indossando le divise, si sono improvvisamente stesi a terra davanti allo sguardo incuriosito di centinaia di turisti. E anche alcune decine di passanti (italiani e stranieri) si sono sono sdraiati al fianco dei pompieri in segno di solidarietà e con loro hanno distribuito i volantini (scritti in italiano e inglese). Dalla Torre sono stati anche srotolati due striscioni che annunciavano lo sciopero generale del 18 ottobre prossimo quando i vigili del fuoco manifesteranno a Roma. “La popolazione non sa quello che ci sta succedendo – denuncia Costantino Saporito del coordinamento nazionale dell’Usb dei Vigili del Fuoco – Il nostro lavoro è quasi totalmente affidato ai volontari e non abbiamo più un’assicurazione medica perché di fatto l’Ona (Opera Nazionale di Assistenza del personale) è scaduta da un anno. Siamo totalmente scoperti ed ogni giorno rischiamo la vita”. 

Innanzitutto la carenza di organico. “Il nostro è un grido d’allarme. Se si continua ad assumere un solo pompiere ogni volta che ne vengono pensionati nove tra qualche anno non esisteremo più – aggiunge Massimiliano Berti – nonostante il governo abbia annunciato mille nuove assunzioni entro il 2015 la realtà è che mancano all’appello 45mila vigili”. L’altro problema l’età media degli appartenenti al corpo: “In media i più giovani hanno 40 anni ma la situazione peggiora ulteriormente se andiamo a vedere i dati del centro-sud. In Francia a 40 anni smetti di fare gli interventi mentre da noi l’età pensionabile è stata portata a 59 anni – afferma Berti – Per non parlare poi degli stipendi: un vigile quando inizia a lavorare guadagna in media 1.300 euro e a fine servizio difficilmente supera i 1.400 euro”. 

Il flash mob di oggi punta l’attenzione anche su un altro aspetto: il coordinamento dell’Usb chiede infatti di far dipendere i vigili dalla presidenza del Consiglio e non più dal ministero dell’Interno. Come si legge dal comunicato dell’Usb: “Quale proposta alternativa ai lavoratori del corpo nazionale per uscire dalle secche di questa strisciante militarizzazione che comincia a far emergere i suoi contenuti dai provvedimenti già nelle piccole realtà locali presentiamo il nostro disegno di legge sulla riforma della protezione civile. Respingendo la malsana collocazione dei vigili del fuoco come organo di difesa civile a salvaguardia delle funzioni dello Stato e della sua economia”.