Venerdì, alla vigilia della grande manifestazione in difesa di quella Costituzione che i senatori Violante del Pd e Quagliariello del Pdl definiscono “usurata” – che contrasta con ciò che, invece, attende di essere “applicato” – arriva il messaggio che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato ai partecipanti al Forum italo-francese “Dalle riforme, la rinascita” a Cogne in Val d’Aosta, in occasione del 70° anniversario della Carta di Chivasso sull’autonomia dei popoli alpini. Parole di lode e di incoraggiamento, quelle del Garante della Costituzione, a chi si appresta a “manometterla”: “È ora possibile e necessario affrontare il compito di un sapiente rinnovamento del nostro ordinamento costituzionale, coerente con i suoi valori fondanti”, dice dopo aver ricordato “il valore ancora attuale della Carta come strumento di indirizzo e stimolo in direzione di una Europa di pace e di progresso”, e conclude con l’auspicio “che dal confronto con i nostri amici e vicini francesi possa scaturire un utile arricchimento della riflessione in corso nel nostro Paese e delle proposte che sono sul tappeto”. Le proposte sono quelle partorite dai Saggi, che partono dalla modifica dell’articolo 138; azione giudicata “pericolosissima” dai cinque promotori dell’iniziativa di oggi poiché “rappresenta la creazione di un precedente che nel futuro potrebbe rivelarsi disastroso”.

Quello che inizierà alle ore 14 in piazza della Repubblica e si concluderà alle 15.30 a piazza del Popolo dove si svolgeranno gli interventi, infatti, segnerà il primo grande passo di un lungo cammino. Dal palco parleranno i cinque promotori Stefano Rodotà, Maurizio Landini, Lorenza Carlassare, Gustavo Zagrebelsky, don Luigi Ciotti, oltre a personalità impegnate nella difesa e per l’applicazione della Costituzione e il direttore del nostro giornale, Antonio Padellaro, con il vicedirettore Marco Travaglio, che “presenteranno” le 440 mila firme raccolte finora chiedendo che si costituisca un Comitato unitario per consegnarle ai presidenti di Camera e Senato. La manifestazione, essendo in difesa della Costituzione ma soprattutto avendo come obiettivo quello di rivendicarne l’applicazione, costituisce il primo momento di un impegno continuativo per “promuovere un’idea di società, divergente da quella di coloro che hanno operato finora tacitamente per svuotarla e, ora, operano per manometterla formalmente”. Un “programma per un futuro da costruire in Italia e in Europa”.

Più di 200 le adesioni di associazioni nazionali e locali da Faenza a Catania, comitati, movimenti come Peacelink, Legambiente, AssoPacePalestina, Psichiatria democratica, Arciragazzi, Fiom-Cgil, Libertà e Giustizia, Gruppo Abele, Arci, Rete della Conoscenza, Emergency, Comitati Dossetti per la Costituzione , Articolo 21, Flc-Cgil, Un ponte per il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, Voglio Restare, Papillon, Comunità San Benedetto al Porto, Attac, Agende Rosse, Associazione di Persone Immigrate e di Origine Straniera, Fondazione Teatro Valle Bene Comune, La Scuola di formazione politica Antonino Caponnetto, solo per citarne alcuni. Oltre ai partiti come Sel, Rc, Pdc, Italia dei Valori, il movimento Azione Civile mentre del M5S ha aderito soltanto il gruppo di Pescara.

L’Anpi, come abbiamo scritto ieri, non ha aderito mentre lo ha fatto la sua vicepresidente, ex senatrice del Pci, Carla Nespolo che assicura: “Io ci sarò con i partigiani nel cuore”. E spiega: “Oggi in ballo c’è la difesa della Costituzione, e io credo che bisogna partecipare a ogni manifestazione che abbia questo come oggetto. Non c’è tempo né occasione da perdere. Il Parlamento ha già approvato in prima lettura la deroga all’articolo 138”. Oggi in piazza ci saranno donne, uomini logorati dalla crisi, smarriti dalla perdita di valori condivisi e da quella garanzia costituzionale che è il Bene Comune e che ancora credono che la Carta, scritta con il sangue di chi ha dato la vita per la libertà e la difesa dei diritti, sia la sola ancora di salvezza per non naufragare nel mare che accoglie solo forti, potenti e impuniti.

da Il Fatto Quotidiano del 12 ottobre 2013