Cambiare il Paese di residenza e continuare a esercitare la propria professione. Entro due anni sarà possibile in tutta l’Unione Europea, grazie a una direttiva approvata mercoledì 9 ottobre dall’Europarlamento riunito in seduta plenaria. Strasburgo ha dato il via libera a una “carta europea” che permetterà a chi vuole trasferirsi ad esercitare in un altro Stato di compiere tutte le procedure di riconoscimento e abilitazione nel Paese di origine.

Il provvedimento, deliberato a larga maggioranza (596 sì, 37 no, 31 astenuti), dovrà ricevere l’approvazione formale da parte del Consiglio Ue. Il passo successivo sarà la pubblicazione della direttiva in Gazzetta Ufficiale, dopodiché gli Stati membri avranno due anni di tempo per recepirla nelle legislazioni nazionali. La carta si applicherà in primis a medici, infermieri, ostetriche, farmacisti, dentisti, veterinari e architetti, cioè le professioni già regolamentate in tutti i Paesi dell’Unione, ma potrà essere estesa a tutte le altre.

Secondo la relatrice parlamentare, la socialista francese Bernadette Vergnaud, la carta “può essere un importante simbolo ed un vero strumento di cittadinanza europea” e può consentire di far superare l’ostacolo linguistico, particolarmente sensibile ad esempio in Belgio, dove attualmente “ad una infermiera olandese viene impedito di lavorare nelle Fiandre perché non in grado di parlare francese”.