Luciano Violante sceglie una platea di giornalisti praticanti, prossimi all’esame di Stato per diventare professionisti, per attaccare frontalmente il Fatto: “I giornalisti e i giornali hanno un ruolo importantissimo, di cui dovrebbero tenere conto. C’è qualcuno, come il Fatto Quotidiano, che pare non farlo”. Fendente lanciato al corso organizzato a Fiuggi dall’Ordine nazionale dei giornalisti.

Ma non è tutto qui. Ecco un altro stralcio da quella che avrebbe dovuto essere una lezione di diritto costituzionale dell’ex presidente della Camera: “Contro la riforma dell’articolo 138 si è schierata un’opposizione agguerrita da parte di un gruppo mediatico-politico costituito da Movimento Cinque Stelle, Fatto Quotidiano e Repubblica che, a prescindere dal contenuto, si è opposto alla modifica. Perché non si deve lavorare col nemico, mai. Quindi pur di attaccare l’avversario si finisce per veicolare falsità, che sono molto più facili da imporre rispetto alla verità”.

L’Ordine dei giornalisti, che esiste per regolare l’accesso alla professione e tutelare lettori e colleghi, prenderà le distanze da un attacco così spudorato a due dei principali quotidiani nazionali? Questa la risposta del presidente Enzo Iacopino, che ha introdotto Violante e poi ha lasciato l’aula: “Io non ho assistito alla lezione, perché dovevo preparare quella successiva. Non so chi abbia fatto arrivare a voi questa roba…”.

C’erano un centinaio di giovani colleghi giornalisti, sarebbe quanto meno singolare che le accuse di Violante non trapelassero, di sicuro è singolare che il presidente dell’Ordine si stupisca. Ma Iacopino non vuole saperne di commentare: “Non c’ero, non ho sentito. Non posso censurare l’onorevole Violante che esprime un giudizio che non ho ascoltato”.

Contattato qualche ora dopo, Luciano Violante conferma tutto, riferimenti e attacchi al Fatto compresi, rispetto “alla cosiddetta Riforma della P2 (articolo 138 della Costituzione, ndr), con un documento sottoposto alla firma dei cittadini, poi rivelatosi destituito di fondamento”. E ancora: “Un gruppo politico mediatico si costituisce per ragioni oggettive e per convergenza di linee reciprocamente autonome, non per scelta soggettiva, altrimenti si tratterebbe di un partito”. Quindi, Violante precisa ancora: “Si è trattato di una lezione di tre ore, non di una conferenza stampa”. Una lezione di diritto costituzionale, appunto, quella di Violante, ex magistrato, non una conferenza stampa. Ma in realtà è stata più simile a un comizio, con il solito pensiero buono per il capo del centrodestra, o quel che ne rimane, Silvio Berlusconi e il problema della sua decadenza da senatore: “Bisogna garantire tutti i diritti che gli spettano. Se in Giunta ritengono che ci siano problemi di costituzionalità, possono fare ricorso alla Corte costituzionale”. Almeno Violante, forse colto dal dubbio, azzarda: “Non mi pare che ci siano, ma non è compito mio dirlo”.

Non contento, Violante, alla stessa platea, parla anche esplicitamente di politica, azzannando senza mezzi termini addirittura il segretario del suo partito, Guglielmo Epifani, di fatto non riconoscendo il ruolo al vertice del Pd dell’ex segretario generale della Cgil: “Come sono messi i partiti nel 2013? Abbiamo un partito con il capo in crisi, che è il Popolo delle libertà. Un partito senza capo, che è il Pd. Un partito con due capi, che è la Lega Nord. Un partito con un capo che sta fuori, che è Movimento Cinque Stelle. Un capo senza partito, che è Scelta civica”.

da Il Fatto Quotidiano del 4 ottobre 2013

PUBBLICHIAMO LA REPLICA DI ENZO IACOPINO, PRESIDENTE ODG
Caro Direttore, mi costituisco: sono responsabile di mancata risposta ad un giornalista de “Il Fatto Quotidiano”. Sono reo di essermi rifiutato di commentare una affermazione che non ho ascoltato, riferitami telefonicamente da collega che non conosco personalmente. Ho la colpa di aver suggerito di rivolgersi direttamente all’onorevole Luciano Violante. Ho chiesto di conoscere la fonte non già per fare un’indagine, ma semplicemente per avere certezza che l’asserito fosse anche vero. Ho questa idea, un po’ fuori moda, lo ammetto, del giornalismo. Commento solo ciò che mi risulta personalmente o che posso controllare. Avevo, fino ad oggi, la fama di uno che affronta con determinazione i problemi. Anche recentemente, a proposito di una curiosa vicenda che riguarda la Rai della quale, certamente per colpa mia, mi sono sfuggite le cronache sul suo giornale. Ora, grazie al Fatto, scopro che sono diverso e che prediligo “una zona di sicurezza” per non creare pregiudizio ad “una limpida e onorata carriera”. Carriera a parte, sì la mia vita è “limpida” e, mi permetta la vanità, anche “onorata”. Sarà perché, senza polemica, ho sempre cercato di controllare le notizie, agendo con rispetto per le persone? Per fare emergere la verità non c’è bisogno di maramaldeggiare, di rivendicare per noi una “schiena dritta” che si nega altri abbiano (ho un po’ di artrosi, lo ammetto, ma parlo di acciacchi fisici, non di disponibilità a complicità neanche con gli amici). La risposta non posso darla io: sarei in conflitto di interessi.
Enzo Iacopino
Presidente Odg 

LA CONTROREPLICA DI ANTONIO PADELLARO, DIRETTORE DE IL FATTO QUOTIDIANO
Il collega Iacopino ha avuto tutto il tempo per “avere la certezza che l’asserito fosse anche vero”. Non chiedevamo altro che pubblicare la sua versione dei fatti. Restiamo in attesa di conoscere il giudizio del presidente dell’Ordine dei Giornalisti una volta accertata la veridicità di quanto pubblicato dal Fatto. Le gravi e lesive affermazioni fatte dal signor Violante davanti ai giornalisti praticanti, prossimi all’esame di Stato non possono restare senza adeguata risposta.
Antonio Padellaro 

da Il Fatto Quotidiano del 5 ottobre 2013