Cose strane accadono nella cattolica Irlanda. Prima dell’estate il Parlamento approvava quello che in altri paesi poteva considerarsi una piccola riforma: permettere l’aborto per proteggere la vita della mamma. Ma in una Repubblica dove la Costituzione, scritta nel 1937, è infarcita di un palese, importante e definitivo riferimento a Dio, non è certo cosa da poco. Adesso, per la prima volta nella storia dell’isola, arriva l’ateismo nelle scuole. O meglio in alcune scuole: quelle gestite da Educate Toghether e non sono annoverate a nessuna fede particolare. Né cattolica, né protestante.

A partire dal 2014, tutti i bambini di queste scuole multi confessionali potranno ricevere lezioni di ateismo attraverso il libro “The magic of Reality” del professor Richard Dawkins. A dire il vero non è un vero e proprio corso sul come diventare atei, quanto piuttosto sull’orientamento alle diverse confessioni fino alla possibilità di sapere cosa c’è oltre la religione.

Il corso, tra i 30 e i 40 minuti per 10 lezioni, si rivolgerà a circa 16 mila bambini delle scuole primarie. Un numero ancora piccolo, visto che il restante 93 per cento delle 3.200 scuole elementari irlandesi sono tuttora gestite dalla Chiesa cattolica che, non ha certo fatto richiesta del nuovo corso scolastico. Per diffondere l’iniziativa, le lezioni saranno resi disponibili online e tramite un’apposita app per smartphone a tutti i genitori interessati o semplicemente curiosi.

L’annuncio, a prima vista sorprendente per Dublino, arriva proprio a seguito di un aspro dibattito sulla misura di coinvolgimento della Chiesa nella società irlandese. Dopo le recenti rivelazioni sui ripetuti abusi sessuali e dei presunti insabbiamenti, c’è stato un crollo nella fiducia delle scuole cattoliche.

Nel 2012 il ministro irlandese dell’Istruzione Ruairi Quinn aveva presentato un piano per togliere alla Chiesa cattolica il controllo di centinaia di scuole – l’arcivescovo di Dublino Diarmuid Martin è ad esempio responsabile di circa 470 scuole primarie -. “Si tratta di risponde alla crescente diversità della popolazione irlandese, dando a genitori e figli la possibilità di una scelta”, aveva detto al Financial Times.

E pare che i dati diano ragione al ministro Quinn: nel censimento del 2011, si è registrato un aumento del 44 per cento di persone che non praticano alcuna religione, rispetto al 2006. Molti certo, residenti nati all’estero, che costituiscono circa il 17 per cento. Poi c’è anche una popolazione musulmana in aumento di quasi il 50 per cento. Insomma la società irlandese cambia ed è sempre meno cattolica. E, come afferma il ministro dell’Istruzione, il sistema scolastico dovrebbe riflettere questa situazione.

Tanto più che sia le Nazioni Unite che il Consiglio d’Europa, il cui scopo è promuovere i diritto dell’uomo e lo Stato di diritto, hanno criticato l’ingerenza cattolica nel sistema educativo irlandese, rimasto ancorato a quella forma di patronato istituito nel 1831, secondo cui ogni scuola risponde al proprio vescovo locale. A dar man forte al ministro Quinn c’è l’Atheism Ireland, l’organizzazione molto conosciuta, che sta appunto progettando il nuovo corso scolastico in collaborazione con la Educate Toghether.

Ma nella loro pagina web tengono a precisare che il corso sarà insegnato in “maniera obiettiva, critica e pluralista”. Perché non vogliamo “insegnare l’ateismo, ma insegnare sull’ateismo”. 

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