In Irlanda sarà consentito abortire, ma solo in determinate circostanze. Lo stabilisce un disegno di legge approvato dal Parlamento, con 127 voti favorevoli, secondo quanto riferito dalla televisione Rte. A votare contro sono stati 31 legislatori. Il disegno di legge “per la protezione della vita durante la gravidanza” consentirà alle donne di interrompere la gravidanza qualora la loro vita fosse in pericolo.

La nuova legge dovrà ora essere approvata dalla Camera alta del Parlamento, dove il governo ha la maggioranza. L’ok al testo arriva pochi mesi dopo la morte, nel novembre 2012, di una giovane donna indiana, la 31enne Savita Happalanavar alla quale era stata negata un’interruzione di gravidanza in un ospedale irlandese nonostante un aborto spontaneo in corso alla 17esima settimana di gravidanza. La donna stava perdendo il bambino spontaneamente, ma, malgrado le pressanti richieste sue e del marito, i medici non sono voluti intervenire perché il cuore del feto batteva ancora. “Questo è un paese cattolico“, le avevano detto i medici, secondo quanto riportato all’epoca dall’Irish Time. “Non sono cattolica, né irlandese”, aveva risposto la donna, di fede hindu. Dopo due giorni e mezzo di ricovero, il battito del cuore del feto si è fermato permettendone la rimozione. Ma ormai era troppo tardi. Il 28 ottobre Savita è morta di setticemia. Il marito, l’ingegnere 34enne Praveen Halappanavar, è convinto che la moglie si sarebbe salvata se i medici fossero intervenuti tempestivamente. Sulla vicenda sono state aperte due inchieste, riaccendendo in Irlanda il dibattito sull’aborto.

L’ok alla legge arriva inoltre dopo una decisione della Corte europea dei diritti dell’uomo nel dicembre 2010 che aveva condannato l’Irlanda per aver vietate la possibilità di abortire a una donna malata di tumore, che temeva che la sua gravidanza potesse portare la sua malattia a riacutizzarsi. Nel 1992, la Corte Suprema irlandese aveva inoltre stabilito che una donna ha il diritto di abortire se la sua vita è in pericolo, ma questa decisione non era mai stata trasformata in legge. Ora il primo ok del Parlamento.

“Una legge necessaria dopo 21 anni di inazione e di cui il Paese ha assolutamente bisogno per aver più chiarezza dal punto di vista medico e legale”, ha commentato il premier irlandese Enda Kenny. Ma il voto ha avuto pesanti conseguenze per il partito Fine Gael: cinque suoi deputati si sono ribellati alla posizione favorevole del partito votando contro il provvedimento e sono stati espulsi dal gruppo. Fra questi la sottosegretaria per gli Affari europei, Lucinda Creighton, che si è dovuta dimettere dopo la votazione. “Questa legge va contro un impegno che il partito si era preso alle ultime elezioni”, ha detto Creighton.