Nello scontro tra Pd e Pdl all’indomani di un Consiglio dei ministri di fuoco terminato con il via libera a una richiesta di fiducia alle Camere, la battaglia è ora sul giorno in cui il premier Enrico Letta si presenterà in Parlamento per chiedere il voto.

Il Pdl non si rassegna al rincaro dell’Iva, che aumenterà martedì primo ottobre se non sarà votato prima il provvedimento che blocca l’aumento, dopo il nulla di fatto di ieri. Il presidente dei senatori del centrodestra, Renato Schifani, chiede quindi che il presidente del Consiglio “venga subito lunedì in aula”, sottolineando che “dopo la verifica, se c’è fiducia, il provvedimento sull’Iva va approvato”. Dal Pd, invece, il capogruppo in Senato Luigi Zanda dichiara che “il chiarimento sarà martedì, data discussa nel Consiglio dei ministri di ieri”.

Napolitano: “No campagna elettorale continua”
Sulla situazione politica attuale si è espresso anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, prima di lanciare un appello al Parlamento su un possibile provvedimento di indulto e amnistia per risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri. “Serve continuità, non una campagna elettorale permanente“, ha detto durante il suo intervento in occasione della visita nel carcere di Poggioreale a Napoli, chiarendo che “abbiamo bisogno di un Parlamento che discuta e lavori e non che ogni tanto si sciolga”.

Bondi: “Da quirinale e governo sfida e ricatto”
Si schiera contro il Colle, intanto, Sandro Bondi, senatore e coordinatore Pdl. “Già il fatto che presidente del Consiglio e presidente della Repubblica concordino una linea da seguire dopo il gesto etico e civile assunto dai parlamentari del Pdl, rappresenta un atto di sfida e di ricatto piuttosto che di rispetto e di comprensione di fronte a una testimonianza che avrebbe dovuto essere riconosciuta nelle sue motivazioni profondamente democratiche”, ha affermato, sottolineando che “l’iniziativa concordata di Napolitano e Letta è un’ulteriore umiliazione del popolo dei moderati”.

Epifani risponde al Pdl: “Irresponsabile”
Non è d’accordo il segretario del Pd Guglielmo Epifani. “Trovo irresponsabile che, dopo aver voluto la riconferma di Napolitano alla più alta carica dello Stato, oggi lo si possa attaccare in questo modo”, ha detto rivolgendosi alle dichiarazioni di Bondi. E sulla situazione dell’esecutivo ha aggiunto: “La prossima settimana in Parlamento si scioglierà il nodo, e ci vuole un sì o un no. Non si può passare le giornate a logorare il governo tra minacce, ricatti e blandizie”. Dura anche la risposta del ministro per il Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini: “Se quel gesto è stato un gesto simbolico per esprimere affetto e lealtà al loro leader  è un gesto sbagliato, ma rientra tra le cose politiche. Se quel gesto è vero, è istituzionalmente inaccettabile e ci impedisce di proseguire questa collaborazione”.

Brunetta contrattacca: “Plotone di esecuzione contro B.”
Non si è fatto attendere il contrattacco di Renato Brunetta. “Epifani ha perfettamente ragione: le istituzioni vanno rispettate”, ha dichiarato. “Il contrario di quello che ha fatto il suo partito al Senato, usando la giunta per le elezioni come plotone di esecuzione contro il senatore Berlusconi”. Ma anche dal centrodestra c’è chi critica il gesto dei parlamentari Pdl. “Chi mette in crisi il Paese è il Pd” – ha avvertito il senatore del Pdl, Carlo Giovanardi, in una intervista a La Stampa – precisando però che “con le dimissioni rischiamo di passare dalla ragione al torto” e definendo le dimissioni di massa “un errore madornale“.

Ancora più dure le dichiarazioni di Gaetano Pecorella, ex parlamentare del Pdl ed ex legale di Berlusconi. “Le dimissioni annunciate dai parlamentari del Pdl? Mi dà l’idea di una setta, che presa da una ventata di follia, si suicida“, ha detto. “In un momento in cui il Paese ha bisogno di serenità l’ipotesi di un disastro istituzionale per evitare qualcosa di inevitabile – ha aggiunto alludendo alla decadenza da senatore del Cavaliere – mi pare qualcosa privo di qualsiasi legittimazione”.