“E’ un’organizzazione conosciuta, ma penso abbiano agito in una maniera troppo radicale”, così Sergei Ivanov, capo dello staff del presidente russo Vladimir Putin, in vista a Stoccolma, liquida la vicenda della nave di Greenpeace Arctic Sunrise. Il rompighiaccio si trovava al largo delle coste nord occidentali della Siberia per protestare contro la trivellazione nell’Artico da parte del colosso russo Gazprom. I 30 attivisti di Greenpeace, tra cui un italiano, Cristian D’Alessandro di Napoli, sono stati arrestati il 19 settembre dalla Guardia Costiera russa. Attualmente la nave sta venendo portata verso il porto più vicino, nella città di Murmansk. “Molti in Russia lo considerano come pirateria”, ha commentato il caso capo dello staff di Putin, sostenendo che gli attivisti di Greenpeace abbiano violato più leggi internazionali

La Artic Sunrise è stata occupata dalle forze speciali russe calate sul ponte da un elicottero, il 19 settembre. Dopo una prima ispezione a bordo, afferma un portavoce del Fsb (Servizio federale per la sicurezza sostituitosi al Kgb),”è stato deciso di portare la nave a Murmansk per ulteriori procedimenti”. Il 18 settembre scorso nel Mar di Pechora, nelle acque dell’Artico, erano stati arrestati altri due attivisti ambientalisti, sbarcati dalla Artic Sunrise, che avevano tentato di scalare la piattaforma petrolifera russa Prirazlomnaya, di proprietà della compagnia petrolifera russa Gazprom che entro la fine di quest’anno dovrebbe iniziare l’attività di pompaggio del greggio. Un inizio di produzione più volte rinviato per motivi che la società petrolifera ha definito “tecnici” ma che diverse fonti dicono debbano attribuirsi alle azioni di disturbo del movimento ambientalista. 

Secondo quanto riferisce Greenpeace, 15 uomini armati sono saliti a bordo dell’imbarcazione, radunando in maniera violenta 30 attivisti. Il capitano della nave, spiega Faiza Oulahsen, tra gli attivisti che si trovavano a bordo, è stato trattenuto separatamente sul ponte. Agli attivisti arrestati è stata negata sia l’assistenza legale che quella dei propri consolati. Le autorità russe potrebbero accusarli di pirateria, accusa per la quale, secondo la legge russa, si rischiano fino a 15 anni di carcere. In precedenza si era invece ipotizzata un’accusa di terrorismo. L’Arctic Sunrise viene ora rimorchiata per raggiungere, probabilmente entro lunedì, il porto di Murmansk. A Mosca si deciderà in merito alle accuse rivolte ai 30 membri dell’equipaggio, compreso Cristan D’Alessandro. Intanto Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente della Camera, ha presentato una interrogazione al ministro degli Esteri Emma Bonino, chiedendo di: ”Mettere in campo con la massima urgenza tutti gli strumenti di protezione diplomatica nei confronti del cittadino italiano e di tutto l’equipaggio trattenuto a bordo della nave dalle forze di polizia russe per garantirne l’incolumità e il rilascio immediato”.