Sono partiti con uno scontro sulle modalità procedurali di voto i lavori di questa mattina in Giunta delle immunità del Senato, con il senatore Pdl Lucio Malan che ha lasciato in anticipo i lavori. “Finalmente è stato detto chiaramente, nonostante le promesse fatte in tutti i modi che ci sarebbero stati voti separati, che il voto sarà uno solo”, spiega Malan dicendo di aver provato “fastidio” a restare. “L’obiettivo è eliminare Berlusconi”, accusa. Polemico sulla reazione Giorgio Pagliari, senatore Pd: “Le parole di Malan sono assolutamente strumentali, vogliono trovare altri pretesti. Non c’è una parola che corrisponda alla realtà dei fatti. Usano argomenti sporchi per buttarla in politica”.

Non chiude alla possibilità di voto multiplo il presidente della Giunta Dario Stefàno: “Se emerge una tendenza in favore della impostazione di Augello e se mi verrà fatta una richiesta condivisa non avrò difficoltà a sottoporre al voto le singole questioni” ha detto l’esponente di Sel. Stasera, quindi, quando la Giunta si riunirà alle 20.30 per le dichiarazioni di voto finali, non è escluso a priori che i membri della Giunta possano pronunciarsi con voti separati su due questioni preliminari (possibilità di ricorso alla Consulta e possibilità di ricorso alla Corte di Lussemburgo) più il voto finale sulla relazione di Augello, che chiede la convalida dell’elezione di Silvio Berlusconi a Palazzo Madama. Per questo, ha concluso Stefàno, “Malan ha fatto male a lasciare i lavori della Giunta. Avrebbe fatto meglio ad aspettare le conclusioni prima di rilasciare certe dichiarazioni”.

L’esito negativo, del resto sembra scontato a prescindere dalle modalità di voto, vista la maggioranza contraria che si è creata tra Pd-M5S-Sel. La novità procedurale sul voto multiplo, invece, potrebbe comportare un leggero allungamento dei tempi. Ogni gruppo avrà 10 minuti per dichiarazione di voto finale (che è, però, unica per ogni gruppo, visto che non si dovrebbe aprire una discussione sulle pregiudiziali) quindi si tratta, per sette gruppi, di 70 minuti complessivi. Tra le 22 e le 22.30, dopo il voto sulle due questioni pregiudiziali, salvo colpi di scena, dovrebbe esserci il verdetto sulla decadenza di Silvio Berlusconi. Tutte le votazioni saranno per alzata di mano. 

I lavori di questa mattina, invece, prevedono la replica (circa una ventina di cartelle) alla discussione generale del relatore Augello. Alle 20.30, come detto, sono previste le dichiarazioni di voto e a seguire il voto sulla proposta di convalida dell’elezione del leader Pdl. Il ricorso in Cassazione contro la condanna di Berlusconi presentato ieri e fatto arrivare anche alla Giunta delle immunità del Senato “è un evento collaterale ed esterno ed è parte del processo stesso ma non del procedimento in esame in Giunta” ha detto Andrea Augello spiegando che il ricorso non può essere fatto proprio dal relatore a meno che “la difesa di Berlusconi o il presidente non sollevino la questione. E ne dubito perché me lo avrebbero già fatto sapere”, aggiunge.

Per quanto riguarda il voto di stasera, invece, a sentire Augello “se emerge una chiara maggioranza dalle dichiarazioni di voto e nessuno chiede una verifica sulle questioni preliminari – ha detto il senatore – il voto sarà uno, ma se qualunque senatore la chiede, si vota anche sulle due questioni preliminari. Ed è possibile che un senatore la chieda”. Come sarà il voto stasera? “Purtroppo non gliene importerà niente a nessuno delle questioni poste nella relazione” ha aggiunto Augello, secondo cui “importerà soprattutto il clima generale in cui si è svolta questa battaglia, che si concluderà con un voto che boccerà il relatore, fatto infausto per il Paese ma fausto per la qualità di vita del relatore”.

Morra (M5S): “Pd ci aiuti a cambiare su voto segreto”
Il Movimento 5 Stelle, invece, sposta l’attenzione dal voto di stasera a ciò che avverrà in Senato, dove probabilmente a metà ottobre si voterà la decadenza di Berlusconi. Il tema è sempre quello: cambiare il regolamento per far passare il voto palese. “La cosa più semplice è far votare palesemente. Se il Pd e se l’onorevole Miguel Gotor pensano questo perché non fanno votare il gruppo affinché il regolamento del Senato venga modificato?” si è chiesto Nicola Morra. Per il capogruppo M5S al Senato “visto che hanno detto di essere a favore fra l’altro anche la Lega e Scelta civica, allora si voti in modo palese. Il regolamento può essere modificato, ci sono i tempi, è solo una questione di volontà politica, perché le norme se si vuole si approvano in tempi brevissimi. Noi i nostri numeri li abbiamo messi a disposizione ma da soli non bastano. La nostra è una provocazione che lanciamo alle altre forze politiche che a parole hanno detto di assecondare questa nostra proposta“.

Morra ha anche commentato a Radio 24 la proposta di mostrare il dito mentre si vota per dimostrare che non esistono franchi tiratori: “Mi vergogno a dover pensare di organizzare per i miei senatori una cosa così meschina e così strumentale – ha detto – Noi da sempre siamo stati netti. Noi con i nostri voti in Aula, con i nostri interventi, con le nostre azioni pubbliche abbiamo sempre fatto capire le nostre intenzioni. Sono altri che hanno in uso la pratica del voto doppio, del voto ipocrita. Proprio chi ci accusa di poter tramare contro, il Pd in particolare, ad aprile ha impallinato un proprio candidato alla Presidenza della Repubblica. E poi cosa facciamo, il voto con l’indice? E le donne che hanno magari l’indice più corto come fanno a votare?”.