Scontro incandescente tra Marco Travaglio e la senatrice del Pdl Maria Elisabetta Alberti Casellati durante il primo appuntamento della nuova stagione di “Otto e mezzo”, su La7. Il tema del dibattito verte sulla decadenza di Silvio Berlusconi, sulla quale la gunta per le elezioni e le Immunità del Senato è chiamata ad esprimersi. Il vicedirettore del Fatto Quotidiano prevede che il Pdl cambierà immediatamente relatore, il senatore Andrea Augello: “Ha presentato non una relazione, ma una gigantesca supercazzola nella quale il succo era: rinviare tutto a data da destinarsi”. E adombra l’ipotesi che prevarrà la “linea Violante”. Interviene la Casellati, che invoca una sospensione dei lavori della giunta per studiare le carte processuali e lamenta l’impossibilità di decidere in tempi così brevi. Travaglio riepiloga brevemente l’iter storico della legge Severino e ricorda che in virtù di tale legge, voluta dal Pd e dal Pdl, il Cavaliere non può restare in Parlamento, né candidarsi. “Dopo otto mesi” – commenta il giornalista – “questi signori che evidentemente, quando scrivono le leggi, fanno dei lavoretti all’uncinetto anziché leggerle e domandarsi se sono costituzionali o no, nel momento stesso in cui applica la legge Severino a Berlusconi, scoprono improvvisamente che hanno fatto un’asinata: una legge incostituzionale”. E, pur interrotto a più riprese dalla senatrice, ammonisce: “Stanno cercando di far sì che la legge sia dichiarata incostituzionale da tutta Europa. Cioè, stanno chiedendo all’Europa di dar loro degli ‘asini’, coprendosi e coprendoci di ridicolo“. L’esponente del Pdl sovrappone la sua voce, rendendo incandescente l’atmosfera in studio. “Mi lasci parlare” – replica ripetutamente Travaglio – “faccio come fate voi”. E sottolinea: “Avete fatto le corse per farvi applicare la Legge Severino per le elezioni del 24 febbraio per farvi belli con gli elettori sulle liste pulite”. La Casellati ribatte che le leggi penali non possono essere applicate retroattivamente e afferma più volte: “Berlusconi non c’entra niente, faremmo lo stesso discorso contro la legge Severino per qualsiasi altra persona”. E accusa il vicedirettore del Fatto: “E’ una mania questa di Berlusconi“. La parlamentare poi indugia sulla tesi adottata in modo unanime dal Pdl a difesa del suo leader e rivolgendosi a Lilli Gruber chiede polemicamente: “Secondo lei, è logico che uno abbia evaso 7 milioni e mezzo e abbia pagato in quegli stessi anni 6 miliardi e mezzo di tasse, che corrispondono a due mensilità date da Berlusconi alla signora Veronica Lario?”. La Casellati si lancia quindi in un torrenziale monologo, in cui scimmiotta anche il giudice Antonio Esposito. Con immane difficoltà prende la parola Travaglio, che in un concitato botta e risposta con la parlamentare spiega: “Berlusconi è stato condannato per quei 7,3 milioni di euro di evasione fiscale, che sono l’ultima parte superstite di una montagna di evasione che ammonta a oltre 300 milioni di euro”. La discussione deflagra quando viene affrontato il tema delle società off-shore e il giornalista viene nuovamente interrotto dalla furia verbale della parlamentare. “Io chiudo qui” – si sfoga Travaglio, rivolgendosi alla Gruber – “è assolutamente impossibile in un collegamento riuscire a finire una sola frase e interloquire con le puttanate che dice questa signora“. “Vado via io” – sbotta la Casellati – “lei è una persona maleducata. Una persona che si permette di dire questo è bene che se ne vada. O va via lui o me ne vado io. E’ una mancanza di rispetto”. La conduttrice riesce a sedare il match, che riprende nuovamente alle battute finali del programma. La Casellati rende il suo ennesimo tributo al Cavaliere: “Camminando per strada, incontro le persone e tutti sperano che Berlusconi resti a continuare la sua attività politica per il rilancio economico del Paese“. E attacca Travaglio, che definisce il leader del Pdl “pregiudicato delinquente”: “Lei è un vero signore, un vero gentleman”  di Gisella Ruccia