Tagli ai fondi per l’occupazione, tagli alle risorse per efficienza energetica e rinnovabili, tagli alla somma destinata ai controlli contro l’evasione fiscale, tagli alla manutenzione della rete ferroviaria e tagli alle assunzioni nel “settore sicurezza”. Tagli, tagli e ancora tagli. E’ parte del prezzo che sarà necessario pagare per la cancellazione totale dell’Imu per il 2013, ossia (tradotto) il trionfo del Pdl all’interno della maggioranza. La “copertura” necessaria per l’eliminazione dell’imposta sulla prima casa significa dunque una scure che falcia diversi settori: dal lavoro all’energia, dai trasporti alla lotta all’evasione fiscale. Il decreto Imu realizza una parte delle coperture – per l’esattezza 975,8 milioni – attraverso tagli allo Stato centrale. Il decreto inizierà l’iter parlamentare a Montecitorio. Il provvedimento è stato assegnato in sede referente alle commissioni Bilancio e Finanze. Il calendario dei lavori sarà stabilito nella capigruppo che si riunirà giovedì il 5 settembre. Ma le parti sociali già fanno sentire la propria voce: Confindustria e sindacati in una nota congiunta sottolineano come vengano sottratte risorse che assicurano la governabilità, ma potevano essere impiegate per misure a favore del rilancio delle imprese e sostegno dei lavoratori. “Quei soldi non sarebbero stati utilizzati quest’anno – ha replicato il presidente del Consiglio Enrico Letta – Sarebbero andati in economia”, a causa delle “misure sulla produttività non ancora implementate”.

 Più polemico il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri (Pdl): “In Parlamento dobbiamo cancellare assolutamente ogni tipo di riduzione alle spese per la sicurezza – dichiara il vicepresidente del Senato  – Quella di Saccomanni è una autentica provocazione. Non è tollerabile questa ipotesi, semmai si deve fare il contrario. È una norma-vergogna che va fatta sparire insieme all’attacco ai risparmiatori attuato eliminando in pratica gli sgravi fiscali sulle polizze vita. Al Tesoro scherzano con il fuoco”.

Quasi un miliardo di tagli ai diversi ministeri, in parte realizzati con una sforbiciata ai consumi intermedi e agli investimenti fissi lordi, ma per la gran parte con una cesoiata su ben 35 autorizzazioni di spesa dei diversi ministeri contenuti in una tabella che non indica il capitolo ma solo il rimando legislativo. Solo per il settore della manutenzione della rete ferroviaria la scure prevista è per un totale di 300 milioni. 

Per i ministeri il taglio complessivosfiora un miliardo, 975,8 milioni per l’esattezza: è prevista una riduzione dei cosiddetti “consumi intermedi” dei diversi ministeri (ma la metà circa è garantita da risorse che arrivano dalla Difesa) e di 150,6 milioni gli investimenti fissi lordi e gli acquisti di terreni. A questo si aggiunge il capitolo dello “stop” ad alcune autorizzazioni di spesa. Con diversi capitoli si riducono i fondi per le assunzioni per la sicurezza, i vigili del fuoco e le forze armate. Il taglio, ad esempio, è di 50 milioni sulle risorse stanziate dall’ultima legge finanziaria. Ma riduzioni su questi capitoli sono previsti anche sul decreto legge del 2008 che stanziava 100 milioni l’anno per la prevenzione e il contrasto al crimine attraverso deroghe alle assunzioni: l’importo è più che dimezzato con una riduzione di 55 milioni.

Non sfugge alla cesoia dell’Imu anche la lotta all’evasione fiscale. Si tagliano di 20 milioni le risorse stanziate nel 2003 per le assunzioni di nuovi ispettori finalizzate alla lotta all’evasione, ma si riduce di 10 milioni anche il fondo per incentivare la mobilità e le trasferte del personale che combatte i contribuenti meno fedeli con il fisco, il lavoro nero, il gioco illegale e le “frodi” fiscaliIl capitolo di maggior rilievo – da solo vale 300 milioni sui 675 dei tagli alle autorizzazioni – è quello, come detto, che falcia le risorse per il gestore dell’infrastruttura ferroviaria nazionale, finalizzata, tra l’altro, agli investimenti per la rete e per la manutenzione straordinaria.

Entro il prossimo mese, aveva detto il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta, il Governo deve trovare “2 miliardi per la seconda rata dell’Imu, 1 miliardo per l’Iva” e “un altro miliardo circa per la Cig e per il rifinanziamento delle missioni all’estero, sperando che non si aggiungano altre emergenze”. “Dobbiamo trovare 4 miliardi in un mese” ha sottolineato.